Leggo con qualche stupore l'articolo apparso sul Vs sito e riconducibile all'Avvocato del nostro Ente, che avrebbe espresso censure di vario tipo all'operato della Pubblica amministrazione.
Invero, come Voi stessi affermate, allo stato non è possibile ricondurre alla mano ed alla mente del professionista il contenuto di quelle affermazioni ed anzi sono certa che il prefato avvocato disconoscerà la paternità.
In caso contrario si sarebbe reso responsabile di gravi violazioni nei confronti dell'Ente pubblico che, normativamente, possono riassumersi negli obblighi alla fedeltà, correttezza, riservatezza, condotta decorosa ed obbedienza.
Poiché si tratta di principi statuiti con norme generali, esse riguardano tutti i pubblici impiegati.
A tanto si aggiunga che il Suo ruolo di Avvocato lo sottopone anche al Codice deontologico forense che, parimenti, recepisce siffatti principi.
Nel merito, ed a conforto sulla non paternità all'avvocato dell'Ente di quelle affermazioni, va detto che buona parte dei dipendenti pubblici si sono sottoposti a concorsi pubblici o hanno fruito di normative di mobilita (com'è il caso del presunto scrivente) o ancora, in tema di precariato, dello
strumento della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili.
Sulla specifica questione circa la presunta richiesta di un parere esterno, va da sé che da tempo, nel rispetto delle garanzie di imparzialità e trasparenza della Pubblica amministrazione, l’Ufficio contenzioso ha ritenuto, su impulso di questo assessore, di evitare che questioni giudiziarie afferenti pubblici impiegati dell'Ente fossero gestite dagli organismi dell'ente medesimo (l’avvocato dell'Ente).
Sarebbe ed è paradossale che un dipendente pubblico del Comune, che si rivendica un suo presunto diritto, veda contrapposto nella difesa dell'Ente un suo Collega (l'avvocato appunto), con cui al mattino prende il caffè al bar o addirittura condivide lo stesso settore di lavoro.
Se di trasparenza si deve parlare, si comincia da qui.
Pertanto, fino a quando questa amministrazione e questo assessore saranno al governo cittadino, non sarà consentita questa impensabile commistione.
Naturalmente ci aspettiamo che il valente Avv. Capurso disconosca la paternità di quelle deliranti affermazioni per le quali, naturalmente, ci si avvia ad agire penalmente (per ora contro ignoti) essendo stato leso l'Ente pubblico ed i Suoi dipendenti verso i quali l'Amministrazione rinnova il proprio ringraziamento per l'impegno e la dedizione profusa nel lavoro nonostante la carenza di mezzi e risorse
Giuseppina Chiarello
Assessore contenzioso, contratti, appalti, ecologia, ambiente, qualità urbana
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(n.a.) Questa mattina l’avvocato Capuso ci ha telefonicamente confermato la paternità del suo intervento. Se fosse necessario controfirmarlo, altresì, ci ha riferito che non avrebbe alcun problema a farlo. Sarebbe più rapido che l’assessore verifichi ogni cosa nella casa comunale stessa, presso l’interessato, che ha da noi ricevuto il suo intervento, per la conferma dell’autenticità.
