“Sulla lunga vertenza Franzoni Filati – Stabilimento di Trani, occorre che lo Stato e la Regione Puglia facciano al più presto chiarezza, a partire dalla notizia, appresa da qualche tempo e confermata di recente, che il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) avrebbe concesso proprio alla Franzoni Filati SpA circa 8 milioni di euro per un progetto di ricerca sul cotone antibatterico. La notizia mi ha lasciato stupefatto, in quanto questo gruppo industriale, come è facile constatare, non ha più stabilimenti in Italia ed al Ministero dello Sviluppo Economico oltretutto, deve ancora restituire 1,8 milioni di euro in ragione della chiusura anticipata dello stabilimento di Trani, realizzato a suo tempo con i proventi della Legge n. 488/92, le cui macchine sono state nel frattempo spostate in Bosnia nella Città di Dubicanka”.
Queste le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore alle Politiche attive del Lavoro della Provincia di Barletta Andria Trani - Prof. Pompeo Camero, che seguita dicendo:
“Sosteniamo e sosterremo sino in fondo gli ex lavoratori Franzoni di Trani nelle loro sacrosante rivendicazioni; oltretutto, questi nostri concittadini disoccupati hanno avuto il merito di mettere a nudo, attraverso la loro vertenza, una vicenda tutta italiana che a tratti ha dell’incredibile, se si considera per giunta la mancata estensione sinora dell’Accordo di Programma 01/04/08 (PIT 9), alle aziende del settore TAC cui appartiene la stessa Franzoni, ricadenti nel territorio del PIT 2 che ricomprende la BAT, nonostante le reiterate richieste della nostra Provincia.”
Ad avviso dell’Assessore Camero “in quest’ultima vicenda la Regione Puglia deve superare ogni resistenza palese od occulta all’allargamento del contratto di programma ad altre aziende esterne all’area salentina del PIT 9”.
“E’ bene rammentare – conclude Camero - che qui stiamo disquisendo di un accordo oramai scaduto, i cui effetti potrebbero essere procrastinati soltanto attraverso l’auspicato allargamento degli stessi benefici all’area del PIT 2 ed il rifinanziamento dell’iniziativa da parte della Regione Puglia, dell’accordo che sconta, ad oggi, la mancata utilizzazione di ben 24 milioni di euro dei 40 inizialmente stanziati. E’ importante quindi che attraverso l’estensione del riferito accordo, si favorisca il rilancio del TACBAT, riattivando da noi eccellenze produttive ed imprenditoriali tutt’altro che sopite”.
