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FOTO. Trani, la Polizia locale sequestra villa Turrisana: «Interventi difformi da quelli autorizzati». Quattro indagati

Avrebbero «eseguito lavori edilizi in difformità ad un permesso di costruire», rilasciato il 6 settembre 2010, che parlava di «autorizzazione al restauro e al risanamento conservativo». Secondo le tesi del pubblico ministero titolare del fascicolo, Ettore Cardinali, accolte dal Gip presso il Tribunale di Trani, Francesco Zecchillo, avrebbero «demolito l'intero immobile denominato "Villa Turrisana", ad eccezione del muro perimetrale principale d'ingresso (facciata fronte strada), sito nel Comune di Trani, via Bisceglie (…), immobile di valore storico ambientale in ambito territoriale distinto, e realizzavato le nuove strutture in conglomerato cementizio armato in totale difformità dal progetto depositato al Genio civile».

Per violazioni edilizie in concorso, sono così indagate quattro persone: Erica Ann Raguseo, amministratrice della “Gavetone srl”, committente dei lavori e titolare del permesso di costruire; Leonardo Curci, amministratore della “Tecnogest snc, società esecutrice dlele opere in conglomerato cementizio armato; Ugo Betti, progettista architettonico e direttore dei lavori sino al 18 giugno 2011, (data in cui rimise il mandato per assumere la delega di assessore comunale all’urbanistica, ndr) ; Angelo Antonio Iannelli, progettista architettonico e dei lavori dal 18 luglio 2011.

A quest’ultimo, inoltre, viene addebitato di avere «falsamente attestato, sulla Segnalazione certificata di inizio attività, (…) che le opere in variante dovevano ancora realizzarsi (contrariamente al vero, in quanto già realizzate), dichiarando, altresì, falsamente la conformità della Scia a qualsiasi disposizione legislativa e regolamentare in materia edilizia-urbanistica».

Ricordiamo a riguardo di questo sequestro, gli interventi prima di Legambiente sulla villa e poi della società proprietaria dell'immobile.

A muovere le indagini, infatti la segnalazione di un cittadino che portò il circolo di Trani di Legambiente a denunciare con un esposto «l’illiceità delle opere edilizie – scrive il Gip nel provvedimento - che stavano interessando uno degli ultimi beni di valore storico, nonché architettonico e ambientale, rimasto nella cittadina tranese».

La Polizia locale, con l’ausilio dell’ingegner Antonio Recchia, ausiliario di polizia giudiziaria, al termine delle indagini comunicava alla Procura della Repubblica, consegnando un fascicolo, ricco di documenti e materiale fotografico, «che la villa, destinataria di un permesso di costruire per restauro e risanamento conservativo, in realtà aveva subito la totale demolizione (salvo la facciata principale) e che la stessa era sottoposta a ricostruzione. In particolare – si legge sempre da provvedimento di sequestro del bene -, si stavano realizzando al primo piano nuove strutture in elevazione in conglomerato cementizio armato in totale difformità rispetto a quanto autorizzato. Inoltre, era stata rilevata la realizzazione (dalle fondazioni al primo piano) di opere strutturali non conformi sia al progetto depositato al Genio civile, sia alla classe dell'opera strutturale dichiarata». A chiudere il cerchio, un sopralluogo, compiuto lo scorso 15 settembre, in cui si accertava che nella stessa data «era stata depositata una progettazione strutturale di variante, in difformità a quanto previsto dal Testo unico sull’edilizia, in quanto opere in cemento armato già realizzate».

Definito lo scenario, la valutazione del Gip è che «non ci sembra che si sia in presenza di un intervento edilizio di "restauro e risanamento conservativo", ma di un nuovo intervento edilizio sviluppatosi, secondo quanto accertato dalla polizia giudiziaria e dal suo ausiliario, in totale difformità dal permesso di costruire. E questo costituisce reato».

Il Gip ha così accolto la richiesta di sequestro dell’immobile, ritenendo che «il fumus criminis risulta apprezzabile in relazione a quanto esaurientemente e dettagliatamente accertato» e che «il periculum in mora risulta rappresentato dall'assoluta necessità d'impedire che la libera disponibilità del bene, pertinente al reato, possa protrarre le conseguenze di esso».

Le operazioni di sequestro si sono concluse nel tardo pomeriggio di ieri, eseguite dal comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, dal capitano Michele Ruggiero e tre agenti del corpo.

 


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