Comprendiamo esattamente il clima da campagna elettorale che oramai in questi giorni caratterizza la comunicazione su tutti i siti web e, a volte, anche le cronache dei giornali, invase da comunicati di ogni genere e provenienti da diversi soggetti politici. Alcuni di questi sono, peraltro, spuntati come funghi in questi giorni, altri addirittura già parte integrante, fino a qualche mese addietro, di questa maldestra compagine amministrativa che finalmente si appresta a lasciare Palazzo di Città.
Adesso tutto sembra fare notizia e tutti “sembrano” interessati al bene comune, rivendicando un ruolo di paladini dei cittadini, disconosciuto però dai cittadini.
Eppure, nella consapevolezza dei limiti di semplici consiglieri di opposizione a cui è stata abilmente sottratta dalla maggioranza anche la possibilità di evidenziare la propria attività istituzionale nel corso dei Consigli comunali (questi ultimi completamente oscurati e non visibili ai cittadini), che ha governato con una maggioranza bulgara, riteniamo di aver sempre svolto. A riprova di ciò, ci sono le centinaia di atti formali protocollati presso l’ufficio di Presidenza dal 2003, fino a oggi, su tutte le vicende scabrose del Comune di Trani.
Chissà chi ricorda nel lontano 2008, l'ennesima sollecitazione dell'amministrazione (allora molto ampia e di peso) di un'azione di responsabilità nei confronti delle aziende condannate per la distruzione della costa verso a Barletta?
Oppure chi ci accompagnò, quando denunciavamo da soli, le bastonate ricevute dal Comune di Trani costretto a pagare fior di quattrini per lavori pubblici mal gestiti nella loro esecuzione? Ci riferiamo al depuratore cittadino (500mila euro circa), Palazzo Carcano (600mila euro circa), condotta sottomarina (240mila euro circa), biblioteca comunale ( 255mila euro circa).
E a proposito del mancato acquisto del terreno per la nuova sede dell’Amet, per il quale ora si corre il rischio di pagare ancora, chi lo deliberò nel maggio 2009? Noi opposizione lo contestammo duramente. Noi chiedemmo allora, come in tante altre occasioni, la discussione aperta in Consiglio comunale, reiterata a gennaio 2011.
Ancora: chi deliberò con la delibera di giunta n. 251 del 29 dicembre 2008 un atto di indirizzo per ottenere dal gestore della distribuzione del gas metano un bonus di cinque milioni di euro per la costruzione del teatro comunale (altra grossa burla)? Noi no. Sempre la mitica giunta comunale.
Per questo motivo sarebbe utile che l'assessore al Bilancio comunicasse formalmente al Consiglio comunale l'entità dei debiti fuori bilancio, tuttora sospesi sulla testa dei cittadini, in modo che questi ultimi possano farsi un’idea di chi e come sono stati governati dal 2003 a oggi.
Nei prossimi giorni le altre puntate di questi indimenticabili anni.
Michele di Gregorio e Francesco Laurora (consiglieri comunali Verdi Trani)
