Riceviamo e pubblichiamo il discorso letto ad inizio seduta del consiglio provinciale dal presidente dell'assemblea, Luigi Nicola Riserbato.
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Maria, Matilde, Tina, Antonella, Giovanna,
il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani Vi rivolge un pensiero affettuoso, carico di commozione e di infinito dolore, e si unisce al coro delle migliaia di persone di Barletta, oltre che di tutta Italia, che hanno chiesto a gran voce in questi giorni, ancora increduli, verità e giustizia.
Il 3 ottobre 2011 rimarrà per sempre nel cuore dei 400mila abitanti della nostra Provincia un giorno tristissimo, paragonabile, sia pure con diverse proporzioni, a quell’8 marzo del 1908, quando, in una fabbrica di Bronx a New York, 130 operaie, alle quali era stato impedito di abbandonare l’opificio perché non scioperassero, furono divorate dalle fiamme improvvisamente sviluppatesi nello stabilimento.
Soffermarsi tuttavia ancora sulla portata della tragedia e sul suo effetto dirompente nella vita dei nostri straordinari comuni e della nostra generosa Regione, potrebbe apparire un esercizio di retorica. Ritengo infatti che un Amministratore pubblico, come un buon padre di famiglia, abbia il dovere di aiutare una comunità a rialzarsi in piedi e rimboccarsi le maniche, spronando i propri cari a riprendere un cammino di serenità e speranza.
Il seme della serenità ci deve infatti derivare dalla circostanza che gli organi inquirenti hanno da subito iniziato un faticoso lavoro di accertamento della verità e che ben presto, senza giustizialismo alcuno, giungeranno ad elaborare una ricostruzione possibile di quanto accaduto e delle eventuali responsabilità accertate.
L’albero della speranza in un mondo migliore scaturisce invece nel riflettere sulla commovente capacità di solidarietà che i cittadini di Barletta, e dei Comuni limitrofi tutti, sono stati capaci di dimostrare, in una circostanza così dolorosa, tanto da portare un missionario comboniano d’origine barlettana, attualmente in Brasile, a scrivere come messaggio di solidarietà da quella terra lontana: “solo il popolo salva il popolo”.
Ma la speranza, se mi è concesso, deriva anche da quei fotogrammi trasmessi dalle televisioni nazionali e locali, che riportavano incredibilmente intonsi rimasti attaccati al muro l’effigie della Madonna dello Sterpeto e i vari crocifissi presenti in quegli appartamenti devastati dal crollo. Misteri della fede ai quali tuttavia ritengo ci si debba fisicamente aggrappare, sia pure con sentimenti ed approcci personali, per poter riprendere un cammino, comunque faticoso, di vita e di speranza.
Inoltre, ritengo oggi doveroso che da questa Aula Consiliare parta un messaggio forte di auguri di pronto ristabilimento e di fraterna vicinanza istituzionale e personale alle donne ferite ricoverate in ospedale, ed in particolar modo alla signora Emanuela ed al suo bimbo che porta in grembo, che dovrebbe venire alla luce tra pochi mesi rappresentando simbolicamente la vita che riprende anche dopo momenti bui.
A tal proposito, mi permetto pubblicamente di suggerirLe, Signor Presidente della Provincia Francesco Ventola, di programmare una visita con la Sua Signora e con i Suoi tre bimbi, allorquando ci sarà la bella notizia del parto: Lei in quel momento rappresenterà tutti noi e tutti gli altri abitanti della provincia che si stringeranno attorno a tale lietissimo evento.
Un pensiero infine ai soccorsi. In piena epoca di tagli, di soppressioni e di accorpamenti, mi sento di evidenziare il ruolo prezioso svolto dalla Prefettura di Barletta - Andria - Trani. Dopo pochi minuti dal crollo, il Signor Prefetto era sul posto; dopo altrettanti pochi minuti, presso l’Ufficio territoriale del Governo era attivata una unità di crisi che ha gestito i soccorsi, giunti da tutta la Puglia. A loro va il senso di gratitudine e riconoscenza dell’intero Consiglio provinciale.
