Avanti con Ferrante e, eventualmente, anche con altri. Se non vi sarà unità, vi sono già un candidato, programmi e progetti. A dispetto anche di presunti sondaggi, di cui si parla solo oggi. Resta il problema di fondo di due coalizioni ancora troppo lontane, quantunque si proclamino non divise. Le primarie hanno espresso numeri importanti, ma saranno da verificare anche quelli delle amministrative, dove l’andare divisi non ha mai premiato. Ma tant’è. Ferrante c’è e la sua “macchina da guerra” va avanti.
Questo è emerso dalla conferenza stampa tenutasi oggi nella sede provinciale del Pd. Di seguito, ecco gli interventi. Le domande, per la piega che ha preso l’incontro e le “esigenze televisive”, non è stato possibile farle pubblicamente. Ci riserviamo di farle separatamente.
Laurora (segretario Pd). Il consenso popolare l’abbiamo cercato e trovato. I numeri ci confortano e ci spronano ad andare avanti su questa strada. Con l’altra parte del centrosinistra il dialogo continua, anzi di più. Sui programmi non siamo divisi, ma solo sul metodo. Ho sentito parlare di un presunto sondaggio del Pd precedente alle primarie, secondo il quale il 60 per cento degli interpellati era favorevole alle primarie ed il nostro candidato risultava più conosciuto dell’altro. Su altro non intendo esprimermi per i tempi di questo sondaggio.
Nenna (segretario Fds). Noi ci siamo presentati alle primarie, Ferrante ha vinto e lui è, da oggi, il nostro candidato. Per noi da oggi ci sono solo progetti da portare avanti con il nostro candidato, a partire da quelli sull’occupazione. I sondaggi? L’unico dato certo è quello popolare e da quello si parte per lavorare e basta.
Bucci (Bp). La dichiarazione dell’onorevole Mastromauro non ci lascia soddisfatti: dice tutto e dice nulla. Il candidato sindaco è Fabrizio Ferrante, chi non ha partecipato ha fatto un grave errore e adesso, perché non lo paghi, serve chiudere in tempi brevi su Ferrante ed un programma condiviso.
Pansini (Api). Il verdetto delle primarie è chiaro, come la nostra posizione dal primo momento.
Schiralli (Fds). Non c’è stata alcuna competizione, né rivalità. Sono lieto di avere partecipato alle primarie, non sono mortificato dai 198 voti, invece mi sento gratificato dalla gran partecipazione popolare.
Ferrante (candidato sindaco Pd ed altri). Siamo partiti da un percorso comune, poi non vi è stata la convergenza su un nome e, quindi, si sono fatte le primarie come ovunque si fa. Spiace per le forza politiche che non hanno partecipato, ma mi è parso di vedere persone loro vicine venire a votare, come anche persone che hanno fatto la storia della sinistra a Trani. Bucci e Schiralli ci hanno messo la faccia e li ringrazio, il consenso popolare è la nostra vera vittoria. Ci abbiamo messo tutti la faccia ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Allargamento della coalizione? Intanto entrano subito i “Moderati e popolari” del dottor Nicola Canonico, poi attendiamo gli altri. Come? Intanto tenendo alta la partecipazione popolare attraverso forum cittadini. Il nostro programma c’è già, ma adesso dobbiamo riempirlo di contenuti.
I progetti? Intanto una holding della nostre aziende partecipate, che singolarmente non ce la fanno, tanto che i revisori dei conti del Comune hanno avanzato censure, soprattutto, nei confronti dell’Amiu per il premio di produttività al presidente che non andava dato. Nel frattempo i consigli comunali non si tengono più, il sindaco è totalmente assente, i dipendenti comunali lavorano tanto, ma non sono incentivati, i dirigenti devono essere a tempo indeterminato. Gli imprenditori non devono più venire a fare speculazione a Trani, senza arrivare i provvedimenti come etichettati da questo o quell’imprenditore, da questo o quel consigliere. C’è il Pug, sì, ma manca il piano dei servizi, senza il quale oggi abbiamo solo tanti cantieri di palazzi e, eventualmente, solo verde attrezzato. Noi alla Trani di domani stiamo pensando già da oggi, altri lo fanno solo quando mettono piede nel Comune. Non possiamo perdere più tempo sulle tattiche, dobbiamo presentare i progetti. Io ho 36 anni e non posso accettare che mi sia dato del lattante, mentre in Europa un 36enne è già mediamente vecchio.
