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Trani, allarme passaggio a livello: per l'opera sostitutiva è a rischio il finanziamento delle ferrovie

Si è svolta, presso la libreria Mondadori a Trani, la riunione de comitato “ Quartiere Stadio “ per informare e discutere sulla, ormai nota, vicenda del problema del passaggio a livello.

Ricapitolando la situazione, il comitato del quartiere stadio, che opera a Trani dal 2003, ha da sempre visto nel passaggio a livello, uno dei problemi più impellenti ed importanti del quartiere stesso, poiché limiterebbe il traffico sia dei mezzi che dei pedoni.

Per risolvere il problema, il presidente Vito Piazzolla e tutti gli abitanti del luogo, hanno presentato al comune e alla sovraintendenza un progetto in cui era mostrato un sottopasso pedonale e veicolare, che prevedeva però l’abbattimento del muro di cinta della zona la pietra.

Tutto questo però non è possibile.

Nei controlli infatti, i funzionari hanno scoperto che il muro è sottoposto a vincolo e che pertanto è impossibile abbatterlo e dare vita al progetto.

Così, dopo manifestazioni e proteste, si è pensato di cercare ulteriori alternative, che sono state esposte durante la riunione avvenuta nei giorni scorsi al comune tra un gruppo in rappresentanza del comitato, il sindaco di Trani e alcuni esponenti della direzione ferroviaria.

La funzione della riunione quindi è stata proprio quella di informare il forum sulle proposte e iniziative emerse durante quella riunione. E le notizie non sono proprio delle migliori.

Si è confermato infatti che il muro di cinta è sottoposto a vincolo e si è manifestata l’impossibilità, da parte delle istituzioni, di eliminare tale situazione; le soluzioni alternative sarebbero non più la costruzione del sottopasso. ma quella di un sovrappasso che però non vede l’appoggio favorevole del comune, perplesso in quanto pericoloso.

Ciò che fa indignare i cittadini, è che queste opere si realizzerebbero anche grazie ad un fondo messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato;  se i tempi si dilatano e non ci sono progetti seri condivisi da tutti, si corre il rischio di perdere questi fondi e dover pagare i lavori esclusivamente con le casse comunali.

La situazione non sembra avere una svolta. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi.

Giuseppe Colabella


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