A Trani siamo all’incubo auto. Ce le sogneremo anche di notte di questo passo. La foto a corredo di queste indegne righe sembra scattata dieci anni fa, ed invece è di stamani.
Siamo all’ombra della cattedrale e, in piazza Reginaldo Addazi, ci sono quattro auto ed una moto, fra chi transita e chi è fermo. Eppure l’area è rigorosamente pedonale.
Purtroppo, in quel momento, e sottolineiamo in quel momento, erano aperti i pilomat fra piazza Re Manfredi e piazza Duomo, così come erano aperti anche quelli dinanzi a palazzo Lodispoto. Ed allora qualcuno, forse ritenendo che l’apertura al traffico dia via Zanardelli abbia rappresentato l’inizio di una marcia indietro su tutto, deve avere pensato che si potesse riprendere a “passeggiare con l’auto” sotto la cattedrale.
Invece che cosa era accaduto? Che un’auto aveva chiesto ed ottenuto il permesso di accedere all’area in quanto condotta da un cliente dell’hotel. E tuttavia, abbassati i pilomat per farlo entrare, ci si era dimenticati di rialzarli subito dopo. E così altri, senza averne titolo, ne avevano approfittato. Quando, poi, la situazione stava cominciando a degenerare, allora qualcuno si è recato con il telecomando alla centralina di piazza Re Manfredi e, finalmente, ha rialzato quei pilomat.
Il nostro passaggio dalla zona è stato del tutto casuale, ma possiamo supporre che questo problema si verifichi abbastanza frequentemente. E questo non va bene.
Infatti, proprio mentre ci trovavamo auto e moto fra i piedi, in piazza Duomo una numerosa comitiva di turisti francesi si apprestava a visitare la cattedrale. Proprio loro non avrebbero dovuto ritrovarsi le auto fra i piedi. Speriamo non ci abbiano fatto caso: forse, incantati da quel poco che ancora può incantare (la cattedrale) erano con tutti con la testa all’insù.
Noi, invece, che ancora proviamo a guardarci intorno, vi abbiamo rappresentato la «descrizione della distrazione di un attimo». Qualcosa del genere la cantavano i «Tiromancino». E mai nome di band pare più calzante nell’occasione.
