"Come puoi vedere con la tua faccia da pezzo [...] siamo venuti a rovistare nella tua vita privata, solo un poco però perchè continueremo a farlo sino a quando non chiudi il gruppo andriaspita.
Siamo saliti fino a casa tua, abbiamo suonato ma non eravate in casa, lo faremo prossimamente grande [...], se entro le 12 del 30 novembre non chiudi il gruppo andrispia.
Questo è un avvertimento grande pezzente, volevamo incendiarti la macchina, ma ci vergognamo è troppo vecchia, potremmo provare con il negozio. Anche se non sei sposato barbone, hai una famiglia ed una bella bimba, perciò non ti conviene fare lo scemo ad andria ti fai molto male.
Chiudi è un consiglio.
Ricorda, ore 12 del 30 novembre".
Il destinatario è un ragazzo tranese, amministratore dei gruppi "Spia" dei dintorni. Una lettera stampata e inviata per posta prioritaria (tracciabile), priva di grossolani errori di grammatica ma piena di ignoranza.
Dal gruppo Andriaspia, da quando si è scoperta l'esistenza di questa lettera, sono andati via molti iscritti ma tanti altri hanno espresso solidarietà al nostro concittadino.
Un contatto Facebook risalente ad Andria scrive che "non è la prima volta che qualcuno viene minacciato o addirittura picchiato per aver scritto qualcosa su sto [...] di Facebook, dobbiamo denunciarli questi vermi! Basta, non è più possibile".
Crediamo che il nostro concittadino, al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà (ma è pleonastico dirlo), si sia rivolto alle forze dell'ordine per denunciare il tutto.
Dietro questa lettera ignorante si potrebbe nascondere chiunque, e di sicuro è qualcuno che non ha avuto ancora l'onore di vivere nel mondo civile. Una crisalide destinata a restare verme, un fantasma eroe della tastiera contento di quello ha scatenato, fino a che la lenta e macchinosa macchina della giustizia non fa il suo corso.
