In merito alla questione dell'università a Trani ci sono giunti due comunicati di due esponenti del Pd, uno è Andrea Patruno, segretario del Partito Democratico della Bat, e l'altro è a firma di Mirko Malcangi dei Giovani Democratici di Andria. Di seguito i comunicati.
In qualità di consigliere provinciale, ritengo doveroso intervenire su sull’apertura di uno sportello universitario della Bat. Apertura che viene sbandierata che una conquista che gioverà all’intera comunità provinciale. Un’operazione scandalosa, non solo per il costo elevato, visto che i comuni del Patto nord barese ofantino partecipano con 200.000 euro e la Bat con 500.000 – e per questo ci rivolgeremo alla Corte dei Conti-, ma anche per il fatto che questo bando viene architettato per andare in un’unica direzione: favorire l’università privata Lum. Tutto questo rapportato al fatto che nessuno ha chiesto al corsorzio pubblico delle università pugliesi di attivare corsi aderenti ai bisogni del territorio. Bisogni che sicuramente non sono limitati alle sole facoltà di giurisprudenza ed economia, ma andrebbero ampliati anche alle altre esigenze degli studenti. La Gelmini ha tagliato i fondi alle università pubbliche e noi regaliano 700.000 puliti ad un privato con lo scopo di abbattere i costi delle rette. Volendo sintetizzare, potremmo dire: il massimo dello spreco con il minimo dell'efficacia.
Andrea Patruno – Segretario Pd Bat
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I 500.000 euro stanziati dalla provincia Bat e i 200.000 euro dagli undici comuni rientranti nel Patto nord barese ofantino, a favore di un’università privata, rappresentano l’ennesimo schiaffo all’università pubblica. Ben 700.000 euro, quindi, messi a disposizione come borse di studio, per l’accesso ad un’università privata che sorgerà sull’Andria – Trani. Un vero e proprio regalo della provincia e dell’ente pubblico ad un ente privato. Il presidente del Patto territoriale Tarantini parla dell’università privata in oggetto come la migliore secondo i dati Censis. Ma aldilà del valore formativo che questa può offrire, non sarebbe più opportuno utilizzare queste somme sottoforma di borse di studio per studenti della Bat che frequentano le università pubbliche di Bari, Foggia, Napoli, Roma, Milano, Bologna, ecc.? Con lo stanziamento di questa cifra si vuole evidenziare l'importanza di questa operazione. Questo significherà più iscritti ad un'università privata - dodicesima su quattordici nella graduatoria delle private. Non si vuole, e ci tengo a ribadirlo, focalizzare l’attenzione sulla qualità di questo polo universitario, ma mi pongo delle domande: quanti saranno poi quegli studenti che avranno la possibilità di permettersi di proseguire gli studi in un ente privato, visto che l’ammontare della borsa di studio basta a malapena a coprire le spese per l’iscrizione ad un solo anno universitario? È opportuno favorire un’università che vanta solo due corsi universitari, quali quelli di giurisprudenza ed economia? Perché non porre le basi per aprire uno sportello universitario che abbia più corsi di laurea?
Mirko Malcangi – GD Andria
