Il problema dell’emergenza abitativa non concerne quella fascia di popolazione che può permettersi di pagare un canone locativo e, quindi, in alternativa, di accedere a forme di acquisto della prima casa con le agevolazioni previste dalla legge a costi calmierati grazie ad interventi di carattere pubblico.
L’emergenza riguarda tante famiglie per le quali l’acquisto della casa è un sogno e che ormai vivono sulla soglia della povertà e non riescono a pagare il canone nemmeno con il fondo per il sostegno all’affitto: è una vera e propria emergenza sociale cui il nostro territorio non è estraneo.
Il mancato pagamento del canone di locazione porta molte famiglie all’esperienza dello sfratto subendo un peggioramento delle condizioni di vita e ricadendo nelle fasce più basse del disagio abitativo, se non si hanno strumenti di supporto e di orientamento adeguati.
Nel mese di marzo dello scorso anno, rimarcando che gli altri Comuni limitrofi accolgono il quadruplo di alloggi di edilizia pubblica rispetto a quelli attualmente insistenti sul territorio tranese (circa 480), il Comune di Trani aveva sottoscritto un accordo di programma con l’Istituto Autonomo Case Popolari della provincia di Bari che avrebbe dovuto portare all’iter per la pubblicazione di un nuovo bando di gara per la assegnazione di alloggi.
Che fine ha fatto il documento sottoscritto con cui i due Enti si impegnavano a definire bonariamente i rapporti pendenti (attivi e passivi, con particolare riferimento ai contenziosi Ici), ad organizzare con la polizia municipale un'attività di verifica e di censimento dei 480 alloggi dello Iacp presenti sul territorio di Trani, a studiare interventi di risistemazione di quelli fatiscenti (ed occupati abusivamente) ed a formulare alla Regione dei nuovi progetti edilizi (finalizzati alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia sovvenzionata) da sviluppare mediante il coinvolgimento di privati? Nelle intenzioni dei tecnici comunali, era stata anche individuata una zona per la costruzione di nuovi alloggi sfruttando le aree libere insistenti su alcuni comparti del piano urbanistico.
Invece di fare chiassate inutili e demagogiche, i partiti dell’opposizione dovrebbero affrontare in maniera unitaria il problema che rientra, tra l’altro, nei lavori della commissione appositamente costituita dalla coalizione di centro sinistra (Pd, Api, Fds, La Buona Politica, Moderati e Popolari), aperta a tutti i cittadini.
Alleanza per l’Italia Trani
Avv. Alessandro Moscatelli
