Palme a rischio a Trani per l’infezione da punteruolo rosso. Gli operatori del settore verde pubblico stanno già intervenendo con specifici trattamenti. Ieri, in particolare, insetticidi specifici sono stati applicati agli apici delle palme di piazza Martiri di via Fani, ma un altro esemplare dichiarato a rischio è quello di piazza Liberta, accanto alla chiesa di San Francesco. Sotto osservazione anche le palme di una villa privata in via Malcangi, il cui preoccupante stato di salute è stato segnalato dagli stessi proprietari, ma presto l’attività si estenderà all’intero patrimonio arecaceo cittadino.
Secondo il responsabile del Settore verde pubblico, Giuseppe Merra, si dovrebbero rendere necessari dai sei agli otto trattamenti annui per palma infetta, secondo un metodo adottato con successo, altrove, dall’agronomo Sergio Mancinelli. «Ma serve soprattutto la collaborazione dei privati – spiega – affinché segnalino tempestivamente i casi e ci consentano di intervenire per prevenire inevitabili contaminazioni». Tale serie di trattamenti, però, potrebbero costare mediamente 50 euro per palma, oltre i costi della manodopera specializzata della cooperativa Re Mandredi.
Diverso, invece, è l’orientamento della Regione Puglia, che parte anch’essa dall’aspetto preventivo del problema, giungendo però ad una soluzione finale alternativa opposta: non la cura, ma l’abbattimento degli esemplari malati. Tanto che, per favorire l’eliminazione delle palme infestate, la giunta Vendola ha messo a disposizione risorse del bilancio autonomo regionale per contribuire alle spese di smaltimento. Per ogni palma abbattuta è previsto un contributo di 400 euro che sarà riconosciuto ai Comuni che si attivano mediante convenzione con le società o le aziende che già si occupano del verde urbano o della raccolta dei rifiuti urbani smaltendo, a prezzi calmierati, anche le palme dei privati. Al momento, però sono ancora pochi i Comuni che hanno richiesto il contributo regionale.
Poiché i danni provocati dal punteruolo rosso sono ingenti e, nonostante la costante azione di monitoraggio e le misure di controllo, il fenomeno non accenna ad arrestarsi, gli uffici regionali avvieranno a breve una serie di riunioni di sensibilizzazione con tutti i Comuni per una maggiore collaborazione e una più efficace ed incisiva lotta all’agente parassita. E secondo l’assessore al ramo, Dario Stefano, «un tempestivo abbattimento delle palme risulta essere il metodo più valido per arginare gli effetti del punteruolo. Abbiamo il dovere di tutelare un patrimonio ambientale di grande valore che caratterizza il paesaggio pugliese, soprattutto in alcune aree della regione. E per far questo occorre la partecipazione fattiva dei Comuni per scongiurare un flagello che rischia di impoverire la Puglia di una pianta che, dal punto di vista ornamentale e paesaggistico, è grandemente apprezzata».
