Mentre un cane vero, purtroppo, perde la vita sotto un treno perché spaventato dai botti, al passaggio a livello di Trani c’è un cane metaforico che si morde la coda. È il caso di chi passa sotto le sbarre, sfidando la morte, non sapendo che è proprio questo comportamento a provocare il loro malfunzionamento e, nel maggiore dei casi, l’arresto delle sbarre nella posizione – per fortuna – abbassata.
Ieri mattina, intorno alle 13.30, il passaggio a livello è rimasto chiuso almeno un’ora. Il prolungarsi dell’attesa determinava un sovraffollamento di gente al di qua delle sbarre e, fra tanti che restavano pazienti al loro posto, più di un ragazzo ha sfidato il destino attraversando i binari in ogni caso: «È tardi, abbiamo fame», si è giustificato qualcuno nei confronti degli altri cittadini presenti sul posto. In questo modo, peraltro, non hanno aiutato a risolvere il problema delle sbarre abbassate, perché è noto che il loro malfunzionamento nasce proprio dalle interferenze causate dal passaggio delle persone dinanzi ai sensori dell’impianto automatico.
Nel pomeriggio, poi, le sbarre si sono di nuovo bloccate, ed una momentaneamente rotta, ma per motivi in questo caso completamente diversi. Un autocarro, infatti, si apprestava a concludere l’attraversamento del passaggio, in direzione Corato, quando all’improvviso una Smart, proveniente da via Di Francia, alla vista del semaforo rosso del passaggio a livello, che ne segnalava l’imminente chiusura, improvvisamente svoltava a sinistra, verso via Togliatti, tagliando la strada al camion. Il conducente del mezzo pesante era costretto a frenare bruscamente, tanto da provocare lo spegnimento del motore. Nel frattempo le sbarre cominciavano ad abbassarsi e quella su via Di Francia si adagiava sull’autocarro uscendo dai cardini. Prontamente intervenuto per la riparazione, il personale delle Ferrovie dello Stato ha ripristinato il manufatto nel giro di un’ora, mentre nel frattempo il traffico ferroviario non ha subito disagi e quello automobilistico è stato controllato e gestito dagli agenti della Polizia locale.
