Come sta Amet? E verso dove va? Se ne è parlato nella conferenza stampa in cui il presidente del Cda di piazza Plenbiscito, Ninni De Toma, ha illustrato il bilanci e prospettive dell’ex municipalizzata dell’energia elettrica. Ecco, di seguito, la sintesi di quanto detto.
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Il bilancio del 2010 era stato chiuso con una perdita di 1milione e 100mila euro, già riducendo di 300mila quella proiettata. Quest’anno, dunque, abbiamo completato l’analisi dell’attività dell’azienda e l’abbiamo “rivoluzionata”. Per prima cosa, abbiamo attivato una serie di gare per una gestione nella massima economia dei servizi e per l’acquisto di beni. E questo ci ha consentito un risparmio complessivo di oltre 536mila euro sui costi. Ed a fine anno, grazie ad ulteriori risparmi gestionali potremmo arrivare ad un pareggio di bilancio.
Quando arrivammo, vi era uno stato di agitazione e tanti problemi aperti, un default consolidato. Abbiamo subito tanti attacchi politici, sicuramente strumentali alla difesa di posizioni consolidate all’interno dell’azienda. Fra le altre cose, abbiamo un rating bancario migliore, maggiore liquidità disponibili.
Sui contratti stiamo facendo un salto di qualità. Forniamo il “Miulli” di Acquaviva e Ferrotranviaria, abbiamo perso le “Coop” per pochissimo, alimentiamo molte grandi aziende a Trani. Nel 2012 partiremo con il mercato libero anche con gli utenti domestici. Aggregando le vendite di Amet energia a quelle del mercato tutelato, venderemo il 70 per cento in più per arrivare a 17 milioni di fatturato.
Non mancano le note dolenti, e la principale è che ancora oggi non riusciamo a produrre energia. Siamo ingessati dalla ferrea normativa sulla gestione delle reti, ma puntiamo a produrre energia da fonti alternative su terreni di nostra proprietà. Il fotovoltaico resta il primo strumento, ma stiamo pensando anche alle centrali a biomasse perché il governo le finanzia fino al 50 per cento. Quel che è certo è che dal prossimo anno cominceremo a produrre energia.
Altra nota stonata è quella del trasporto pubblico locale, dove siamo in perdita di 40mila euro. Siamo carenti sulla pubblicità sui mezzi, stiamo comprando macchine nuove, ma è anche vero che i trasporti sarebbero dovuti ritornare al comune dal primo gennaio. Dopo l’effetto del referendum, adesso è certo che gli affidamenti in house restano, “purché – dice il decreto Monti – non rechino perdite”. Noi siamo convinti che la pubblicità sui mezzi possa risolvere il problema.
Elgasud? Acea vuole acquistare il 51 per cento di Puglienergy, nella quale Amet è presente al 33 per cento. In questa società contiamo pochissimo e, quindi, cederemmo la nostra quota al costo del valore nominale accresciuto del 10 per cento: circa 40mila euro. Evidentemente a noi interessa vendere gas su Trani e luce su Foggia, come l’accordo commerciale con Amgas blu pone in risalto.
Grattini. Puntiamo al noleggio dei parcometri, circa 40. Le riforme del governo, infatti, non ci permettono al momento di investire in acquisti. Il noleggio, invece, ci consentirebbe di risparmiare ed avere un partner per la manutenzione. La gara la stiamo redigendo. Nel frattempo siamo in attivo di 76mila euro, la gente parcheggia dappertutto anche alla fine della stagione estiva. Al momento abbiamo undici operatori che hanno elevato 4500 multe, il 90 per cento delle quali per mancata esposizione del contrassegno. Gli incassi al 31 ottobre sono stati 197mila euro, mentre le spese annuali sono di 220mila: per questo la proiezione a fine è positiva.
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Nel frattempo, si ha notizia che Amet non potrà partecipare alla gara per la gestione del parcheggio interrato di piazza XX Settembre: infatti, essendo affidataria di servizi in house, non può prendervi parte. Il Comune indirà ugualmente il bando e ne attenderà l’esito.
