ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Ospedale, dalla triade sindacale un «no» secco al piano di riordino: «Servirebbe un mare di soldi per realizzare strutture che a Trani già ci sono»

Da Cosimo Nenna, in nome e per conto delle organizzazioni sindacali ospedaliere Cgil, Cisl e Uil, riceviamo e pubblichiamo.

_______

Le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) del presidio ospedaliero di Trani, riunitesi all’indomani della presentazione da parte della Direzione generale della bozza della cosiddetta “seconda fase” del piano di riordino ospedaliero, respingono decisamente quanto in essa previsto, non solo perché ritengono il nosocomio di Trani  penalizzato al massimo rispetto alle strutture delle altre città, ma anche e soprattutto perché l’attuazione di tale nuovo assetto comporterebbe l’assurdità di dover spendere cifre enormi per la creazione o ristrutturazione di nuovi reparti e nuove strutture peraltro già esistenti.

Se da una parte lo stato, e in particolar modo il federalismo, prevedono l’utilizzazione al meglio delle risorse già esistenti sul territorio, per non gravare ancora sulle già deficitarie casse regionali, come mai, si chiedono i tre sindacati, ora si tenta di voler far passare un piano di riordino che richiederebbe un enorme esborso di denaro, ignorando quanto è più che mai evidente.

È arcinoto che Trani possegga già un polo chirurgico più che idoneo rispetto a quello di Bisceglie. I reparti di Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia e Senologia sono stati ristrutturati da poco tempo nel pieno rispetto della normativa vigente sia dal punto della sicurezza che della funzionalità.

Con la seconda fase, tutte le spese sostenute a Trani sarebbero da considerare inutili. Soldi gettati al vento in quanto per rendere idonee tali strutture a Bisceglie occorreranno ulteriori investimenti.

Non per una questione di campanilismo, ma per l’evidenza dei fatti, le organizzazioni sindacali evidenziano che non si può e non si deve ignorare che, a differenza di Trani, l’ospedale di Bisceglie presenta vistose carenze strutturali. Diversi reparti non hanno camere con bagno; per raggiungere gli ascensori occorre attraversare i reparti, come pure per raggiungere le sale operatorie sia di Ortopedia che di Ostetricia e Ginecologia, occorre attraversare altri reparti. È mai possibile che un bambino appena nato con parto cesareo, venga portato a…  spasso, tutto nudo, nell’incubatrice, per i corridoi di mezzo ospedale? Questo è solo uno dei casi di una inefficiente logistica che caratterizza il nosocomio di Bisceglie. Carenze che, invece, a Trani sono state superate dalle recenti ristrutturazioni.

Senza trascurare una situazione molto più importante e delicata che riguarda le sale operatorie: fatiscenti e bisognose di essere adeguate alle norme igieniche e strutturali a Bisceglie. Pienamente a norma a Trani tenendo presente che a Bisceglie rimarrebbero due strutture ospedaliere e mi riferisco all’ospedale civile ed alla Casa Divina Provvidenza, ci chiediamo se questo è un criterio equo di valutazione del territorio. E allora, perché destinare nuovi e sostanziosi finanziamenti per ristrutturare taluni reparti a Bisceglie, mentre gli stessi sono perfettamente efficienti a Trani?

La Direzione Generale non può ignorare una così evidente realtà in un momento in cui lo Stato chiede enormi sacrifici ai cittadini, poiché ulteriori spese, peraltro inutili, andrebbero a penalizzare ulteriormente i già tartassati cittadini.

Se chiusura di reparti deve esserci, questa dovrà essere vagliata e decisa non in base a criteri che non hanno fondamento, come quelli che dovrebbero essere attuati come previsto dalla bozza della seconda fase del piano di riordino, ma da ispettori del Ministero della Salute, appositamente nominati che vaglino la reale situazione dei due nosocomi e decidano di conseguenza, soprattutto per evitare un inutile spreco di denaro pubblico.


Notizie del giorno

Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Emergenza vento: villa comunale chiusa, verifiche sul verde pubblico Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Regolamento dehors, oggi incontro in biblioteca per illustrarlo e confrontarsi Rotary e giovani, oggi in biblioteca confronto sul futuro del volontariato digitale "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis domani Trifone Gargano Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca