La morte di Gregorio Durante riguarda tutti noi, riguarda la società rappresentata dal sistema carcerario, riguarda la città che ospita il carcere, riguarda gli operatori e tutti i cittadini, perchè il carcere è emanazione diretta dello stato ed è, alla stregua della scuola e degli ospedali, il luogo in cui le leggi della Repubblica diventano sostanza. Eppure ormai così non è più. Più volte abbiamo denunciato, insieme ad altre associazioni, insieme ad altri soggetti e operatori, le condizioni in cui versano i detenuti sia nel carcere di Trani sia all'interno del sistema carcerario italiano. Il sovraffollamento, la noia, l'abbandono, sono i sintomi di un sistema al collasso che si sta sgretolando sotto il peso di leggi carcerogene e della noncuranza dei decisori. Il carcere è lontano dalla vista e quindi dall'agenda politica, il carcere è il luogo osceno in cui nascondere tutti coloro che vivono lungo il confine della nostra società. Una situazione al limite, aggravata pesantemente dalle leggi sulle sostanze (Fini - Giovanardi) e sull'immigrazione (Bossi - Fini) che hanno riempito le celle di persone che in cella forse non dovevano stare, criminalizzando e punendo non reati ma condizioni di vita.
La morte di Gregorio Durante è il simbolo, per noi, di un sistema che deve essere riformato, perchè è ormai chiaro che non permette a chi sbaglia di ricominciare da capo, ma lo costringe in una spirale viziosa in cui al reato si aggiunge lo stigma, un marchio di demerito, e quindi l'aggravarsi delle condizioni attraverso le quali poter rientrare nella società.
Noi della Comunità Oasi2 San Francesco esprimiamo tutto il nostro cordoglio alla famiglia Durante e ripetiamo il nostro invito a prestare attenzione alla condizione dei detenuti.
