«Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina». È questa l’ipotesi di reato (articolo 677 del codice penale) che ha indotto il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, a disporre il sequestro urgente di parte di palazzo Gadaleta, in piazza Trieste.
Per rendere l’idea dell’urgenza dell’intervento da compiersi, il decreto di sequestro è stato firmato alle 22.05 del 5 gennaio, sulla base di una nota, pervenuta in procura sempre nella stessa serata, a firma del consulente tecnico, Salvatore Marzano, a seguito di un sopralluogo effettuato il giorno precedente, 4 gennaio. Ebbene, il tecnico, secondo quanto si legge nel decreto di sequestro, «rassegnando le sue prime urgenti valutazioni evidenzia delle problematiche urgenti emerse nella visita-sopralluogo (…), in particolare che alcuni locali dell’edificio presentano condizioni tali da richiedere interventi urgenti di risanamento strutturale e di consolidamento, e conseguente inibizione di accesso».
Pertanto il procuratore aggiunto, «considerato che tali valutazioni comportano l’ovvia conseguenza di dover procedere ad ulteriori accertamenti tecnici per acquisire le prove dell’ipotizzato reato, e ritenuto che per tali ragioni occorre acquisire al procedimento, in regime di indisponibilità, i locali indicati nella nota del consulente tecnico, in quanto corpo di reato», ha disposto il sequestro dei locali indicati nella relazione del professor ingegner Marzano, delegando all’uopo la Polizia locale di Trani, con la raccomandazione testuale che «i locali sequestrati dovranno essere assolutamente inibiti all’accesso di chiunque, con ogni idoneo mezzo».
