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La salute sotto tiro

Così come si era chiuso il 2011, ecco aprirsi il 2012: con l’ospedale di Trani sotto tiro. Ed apparentemente difeso anche a detta del sindaco, Pinuccio Tarantini, che ha riacceso discussione, timori e sconforto, non con dichiarazioni da corridoo, ma una nota ufficiale rilasciata al termine di una riunione ufficiale.
Infatti, «durante l’ultima riunione dei sindaci della Bat sulle vicende della sanità nella nostra provincia – scrive il primo cittadino -, il direttore generale, dottor Gorgoni, ha fatto una proposta di riordino che, a proposito dell’ospedale di Trani, prevede, oltre al trasferimento di Ematologia a Barletta, anche il trasferimento  delle attività chirurgiche su Bisceglie. Così, di fatto si determinerebbe un numero residuo di posti letto a Trani, così ridotto da determinarne la chiusura».
Su come intenda muoversi il sindaco torneremo nelle pagine seguenti, ma intanto, a distanza di pochi giorni, era il consigliere del Pd Mimmo de Lautrentis a rendere uno scenario futuro dell’ospedale ancora più cupo di quanto già non avesse fatto il sindaco.
Ebbene, secondo De Laurentis, «il direttore generale ha previsto per Trani solo 79 posti letto, di cui: 15 di Gastroenterologia; 20 di Lungodegenza; 24 di Medicina interna; 20 di Riabilitazione. Gli altri reparti? Divisi tra Andria, Barletta e Bisceglie, che raggiunge i 165 posti letto. Quelli dell’ospedale unico Trani-Bisceglie – è il suo commento ironico -, hanno ormai preso tutto».  
Incredibile, ma vero, secondo questo prospetto Trani perderebbe Ginecologia per la seconda volta (Ostetricia non l’ha mai riavuta), vedrebbe scomparire anche il mai rimosso reparto di Rianimazione, la quiescenza del cui primario parrebbe essere stata l’occasione propizia per cancellarlo, e, complessivamente, si presenterebbe con una cura dimagrante che neanche il tanto contestato “piano Fitto” era arrivato ad ipotizzare.  
Intanto nel consiglio comunale del 23 dicembre, anche in presidente Di Marzio si era mostrato preoccupato «perché nessuno, di fatto, ha letto il nostro deliberato del 27 ottobre». Così, alla luce di queste nuove notizie, si è tenuta una nuova riunione dei capigruppo in vista di un consiglio comunale monotematico, la cui data sarà forse fissata mentre andiamo in stampa.
Di Marzio ha formalmente invitato a questa seduta il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, l’assessore pugliese alla sanità, Tommaso Fiore, il presidente della commissione regionale sulla sanità, Leonardo Marino, ed il direttore generale dell’Asl Bt, Giovanni Gorgoni. Ebbene, tutti avranno dovuto, entro questo venerdì, 13 gennaio, comunicare la loro disponibilità ed in quali date, così che venerdì si prenderà atto del quadro e si converrà una data che vada bene per tutti.
Già condiviso, invece, il percorso di massima della delibera da portare in consiglio comunale. Il provvedimento prenderà le mosse da quello già approvato lo scorso 27 ottobre, confermandone e rafforzandone le proposte per quanto riguarda il mantenimento dello status quo fino e una diversa e più razionale organizzazione dei reparti fra Trani e Bisceglie fino a quando non vi sarà realmente un progetto alternativo concreto e condiviso di nuovo ospedale unico.
Sull’ospedale unico, però, il consiglio comunale si appresta a formulare una proposta concreta che rappresenta una più che formale contromossa di Trani rispetto ai progetti finora abbozzati in altri siti ben distanti dal territorio urbano. Infatti, acquisito il parere favorevole del dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, l’assemblea intende indurre il Comune di Trani ad emanare un bando pubblico per ottenere, da proprietari pubblici e/o privati, la disponibilità di un suolo, complessivamente di venti ettari, utile per edificare l’ospedale in una zona più o meno nei pressi dell’intersezione fra la provinciale 238 (Trani-Corato) e la provinciale 13 (Andria-Bisceglie). È questa la zona che Trani ritiene la migliore possibile per l’ubicazione di una nuova, grande struttura ospedaliera che serva berne le utenze di tutti i comuni interessati al secondo ospedale provinciale da realizzarsi a fianco del già presente “Dimiccoli” di Barletta. La vicinanza alle principali arterie stradali, autostrada e statale 16 comprese, ne farebbe infatti un luogo privilegiato. Resta adesso da sondare il campo delle disponibilità: secondo il dirigente, infatti, vi sarebbero suoli di privati adatti allo scopo, ma sarebbe anche il caso di consultare la Provincia per la riconversione di immobili di sua proprietà.
Uno scenario, dunque, non di mera protesa per difendere un ospedale in ogni caso destinato, come altri, a farsi progressivamente da parte in favore di una nuova e più efficiente struttura dagli alti standard, ma anche di proposte costruttive.
In questi giorni si stanno nuovamente moltiplicando le prese di posizione e le manifestazioni. Noi, prim’ancora che tutto questo rifiorisse, avevamo già provato ad approfondire le questioni provando a fare, soprattutto, informazione. In questo senso abbiamo realizzato le video interviste che, già rilasciate sul nostro sito internet radio bombo.com, adesso ritorno sulle prossime pagine riportandone i contenuti salienti a beneficio di un pubblico più vasto e, ovviamente, di tutti gli “addetti ai lavori”.


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