“Non importa dove sono nato. È importante, invece, il ricordo degli anni vissuti in libertà fra il mare e le campagne. Delle stagioni invernali non mi resta niente nella memoria, se non i lunghi racconti serali dei convicini, le olive sotto la cenere, il braciere con le bucce di mandarino, le interminabili nenie.”
Sono le parole di Matteo Masiello, artista pugliese, che rievocano gli anni di un’infanzia vissuta in libertà nella terra di Puglia, destinata ad incidere sensibilmente sulla sua formazione e sul suo percorso di pittore.
L’artista ha al suo attivo un’intensa attività espositiva che include alcune tappe significative, quali, ad esempio diverse edizioni del Maggio di Bari, e la Quadriennale di Roma. Frequenti sono le sue apparizioni in mostre nella capitale, nel capoluogo lombardo. Inoltre, è anche presente in numerose rassegne organizzate all’estero.
Dal 22 dicembre all’11 aprile 2012, ventisette dipinti del pittore Matteo Masiello sono esposti a Palazzo delle arti “Beltrani”. La mostra “Matteo Masiello. Dalla nuova maniera al postmoderno”, inaugurata dalla dott. Lucia Rosa Pastore, responsabile Palazzo delle Arti “Beltrani”, si compone di dipinti ascrivibili ad una fase ormai avanzata dell’attività dell’artista.
Matteo Masiello si nutre di un dialogo costante con la storia dell’arte, instaurando un rapporto di continuità e di confronto con i grandi maestri. Ad esempio, l’artista Grosz rivive nel dipinto “Birreria a Monaco” (1992). Ammirando il dipinto, subito il pensiero corre al dipinto di Grosz “Caffè” (1915), con il quale condivide lo schema compositivo e il prelievo di alcuni personaggi, che frequentemente si ripropongono nel repertorio di Masiello.
Datato 1999 è il dipinto “Autoritratto doppio”, una vera e propria dichiarazione di poetica. Masiello, infatti, si rappresenta con un’espressione austera e concentrata.
Una questione di particolare attualità, invece, è rappresentata nel dipinto, datato 2005, “Aspettando i neutrini”. Il dipinto, infatti, ripropone la recente scoperta che ha rivoluzionato le regole dell’universo, la maggiore velocità di queste particelle rispetto alla luce.
Come scrive Savinio: “Nei soli artisti si sa che la vita adulta è la continuazione naturale dell’infanzia, per questo si dice che gli artisti sono grandi fanciulli”. Infatti, nel pittore Masiello permane sempre un amore inestinguibile per l’arte, un’arte intensa come strumento di conoscenza e mezzo per interpretare e reinventare la realtà, ma anche come gioco, in quanto rivelazione di uno stato di infanzia e unica via per giungere alla verità delle cose.
Ottavia Digiaro