Cercando riscontri sull’avvenuta pubblicazione di un comunicato stampa, quello sull’incontro tra i rappresentanti dei partiti e dei movimenti del centrosinistra di Trani ed il Presidente Vendola, mi sono imbattuto in un tempestivo commento al comunicato firmato dal nostro Sindaco. Così leggo di essere stato definito “ adepto” del Presidente Regionale, essendo uno dei firmatari del documento suddetto ed in numerosa compagnia.
Perché non “suddito”? mi sono chiesto, visto che il mio presunto “capo”lo si descrive come un Monarca. Mi sento, invece, essere un “concittadino” che riconosce in Vendola il Governatore della Regione in cui vive, così come riconosce nel Dott. Tarantini il Sindaco della città in cui risiede.
Il termine “adepto”mi risuonava ostico a causa della mia carente proprietà di linguaggio e del mio ridotto bagaglio di vocaboli di uso corrente, così mi sono chiesto: mi devo ritenere offeso?
In questi casi , nella consapevolezza dei miei limiti ricorro al dizionario, ben sapendo che il mio Sindaco non utilizza le parole a caso, soprattutto quando le scrive.
Alla voce “adepto” corrispondono le seguenti definizioni. 1) seguace di una dottrina, 2) seguace di una ideologia, 3) seguace di una setta, 4) iniziato.
Mi sentirei di escludere subito il caso 2, rifuggo da tempo dalle suggestioni delle ideologie, inoltre non ho più l’età necessaria per praticarle con soddisfazione, e poi l’ IDV, che rappresento, non è un partito ideologico.
Nel caso 3, il termine in se fa pensare ad una caratteristica di chiusura che, sempre nella logica delle appartenenze, non mi riconosco, ma non posso impedire che chi non mi conosce possa attribuirmi tale caratteristica, ma questi, a sua volta, peccherebbe di avventatezza nell’ esprimere giudizi.
Il caso 4) potrebbe accompagnarsi al 3) accrescendone il significato negativo, pertanto vale quanto detto in precedenza.
Infine il caso 1); se il Sindaco faceva uso del termine in tale accezione devo dedurre che mi sopravvaluta, acclarato che il Governatore non è il mio “capo” politico dovrei essere un seguace della sua dottrina filosofica o capacità affabulatoria.
Niente di tutto questo, confermo di essere soltanto un cittadino a cui sta a cuore la sorte della sua comunità e che, rappresentando un Partito a cui altri cittadini affidano il proprio consenso, si adopra per contribuire alla soluzione dei problemi che la affliggono, accompagnandosi con quanti condividono tale disegno nella comunanza delle idee e non delle ideologie.
Per tanto si eviti il dileggio, per il Partito che rappresento e per i miei alleati rivendico rispetto; anche se taluni avvertono già gli squilli di tromba della chiamata alle armi della campagna elettorale, le gravi difficoltà del momento incombono su tutti noi e per affrontarle bisogna vestire i panni disadorni dell’umiltà ed accettare il contributo di tutti. Magari per dare sfogo agli antagonismi si possono organizzare allegri tornei di scopone.
Con simpatia, il Commissario cittadino I.D.V.
Arch. Andrea Acquaviva
