Gorgoni (controreplica). Non ho mai parlato di chiusura, ma di evoluzione della struttura,. Di chiusura si parla in altri contesti. La questione è leggere i tempi per anticiparli. Onestamente, da qui a cinque, dieci anni, pensate che gli ospedali continueranno a ad avere la stessa struttura? Pensate sia uno scenario verosimile? A me non va di subire chiusure coattive. I 769 possti letto dell’Asl? E’ una situazione che ho trovato, e non so perché altrove ve ne siano di più: sono scelte politiche regionali. Io sono un tecnico, ricevo delle risorse e ho l’obbligo di farle bastare anche se so che sono insufficienti. Non sarà quello che riceve cento e spende centoventi, ed anche se saprò che cento sono pochi me li farò bastare. L’assenza del governatore? Penso che l’avvicendamento degli assessori abbai complicato un po’ la capacità di dare risposte. Il rapporto Trani-Bisceglie? Io mi occupo dell’Asl Bt e dei suoi residenti.
Di Marzio (chiusura). Dietro questo consiglio comunale c’è stato un gran lavoro e, nel dibattito, si sono fatti riferimenti storici all’ospedale di Trani. Anch’io ci ho messo i migliori anni dlela mia vita in quest’ospedale, dal ’78 al ’90, ed è vero che l’avvocato Pastore ha avuto il merito di fare nascere da nulla questa struttura. All’epoca c’era davvero la massima unità delle forze politiche e Trani contava davvero, oggi l’unità ci può rilanciare. Però spiace prendere atto delle assenze. Gli inviti sono stati trasmessi almeno dieci giorni prima, ma c’è chi ha risposto e chi no. Dalla regione non abbiamo ricevuto alcuna risposta ed il cambio dell’assessore non ha alcuna valenza. Anche perché il nuovo assessore non è proprio un nuovo, anzi è il responsabile dell’Ares e quindi è colui chye fa i piani.
Tarantini (controreplica). Provo orgoglio per una giornata piena di tranesità e per un dibattito civile. Ma la nostra civiltà non deve essere scambiata per accondiscendenza. Qui non tiriamo uova e tanto meno occuperemo binari, ma mi sento umiliato dal fatto che non solo il governatore è assente, ma neanche ha dato un segno di giustificazione della sua assenza: questa è la mancanza di rispetto. Anch’io prendo per buone le proposte del direttore generale, ma andare verso la sanità del futuro non deve deprimere quella di oggi, a cominciare dallo squilibrio fra Trani e Bisceglie, un grave errore. Adesso si torni in conferenza dei sindaci con la presenza di un rappresentante della Regione.
La delibera approvata all’unanimità rivendica la pari dignità e avanza una proposta: considerare i due plessi di Trani e Bisceglie come un’unica realtà ospedaliera. I due plessi siano divisi con il blocco chirurgico a Trani e medico a Bisceglie. E mantenendo a Trani i soli reparti chirurgici resterebbe anche lo spazio per creare ugualmente la casa della salute. Mentre la sede più idonea per il nuovo ospedale resta quella all’incrocio fra Trani, Andria, Corato e Bisceglie. 35 i sì, 6 assenti
