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Ospedale di Trani, Negrogno (Fds): «Il popolo castigherà gli assenti»

Che strano. Ultimamente preoccuparsi del popolo, della condizione dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani, dei figli, dei pensionati, degli anziani, dei malati, dei poveri è da persone con ideali desueti, obsoleti, inveterati, romantici. È più trend anzi chic occuparsi di banche, andamenti di borse, aerei da guerra, stipendi e pensioni di politici e dirigenti. Chiedere al popolo di decidere, consultarlo, coinvolgerlo, non lasciare il potere decisionale ai politici chiusi nelle loro stanze, fare referendum è da persone fantasiose, preconfezionate, dittatoriali. È più giusto incoronare re, attorniarsi di pochi nobili, eleggere papi o fare incontri in conclave (che deriva da cum clave e vuol dire stanza chiusa a chiave). Non presentarsi ad un incontro con il popolo per parlare non tanto dell’ospedale, non tanto dei medici e degli infermieri tranesi che si dice siano i più ciucci del mondo quindi è giusto chiudere l’ospedale, ma per ascoltare un popolo ferito nell’orgoglio, un popolo che, proprio perché ferito, non capisce certi fatti tecnico-scientifici e certe mancanze di fondi che mancano solo per l’ospedale di Trani. È più importante l’antipatia per un sindaco, il dispettuccio al sindaco maleducato, “tu non sei venuto da me e io non vengo da te, devi venire prima tu, no prima tu…”. Qualcuno ha asserito che la presenza o meno di un politico o assessore non cambiava il risultato. Questo si può dire sempre e di tutti. Ma venire ad ascoltare il popolo, soprattutto per uno che proviene da certi ideali, da dove si urlava orgogliosi che la lotta e la rivoluzione devono partire dal basso, è una grave mancanza. Per i romantici naturalmente.

Che strano. È tutto invertito. Oppure i risultati prefissi impongono una revisione della realtà. È così importante vincere? E il popolo? Chi parla del popolo? Chi ascolta il suo lamento? È vero, in questo momento nessuno si sta occupando del popolo siamo tutti presi dal porci in qualche modo al di sopra degli altri. Ma mi spaventa il fatto che ogni volta che qualcuno esprima la volontà di voler interpellare il popolo si fugga, si cerchino stratagemmi, astuti espedienti per non farlo. Conta più una parte di una parte di popolo che il popolo intero.

Sono sicuro che il popolo, libero da condizionamenti e soprattutto con la voglia di essere interpellato e di poter decidere la propria sorte e quella dei propri sovrani,  premierà se stesso e castigherà gli assenti, i re e i nobili.

Rino Negrorgno
Vice Segretario della Federazione della Sinistra



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