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Trani, Legambiente: "Silenzio assordante per la Ekobat e accanimento verbale per la torre"

Il comportamento dell’Amministrazione Comunale sui temi della conservazione dei ‘beni comuni’ ci appare contraddittorio, insensato e discutibile sino al punto da indurre nei cittadini insidiosi sospetti.

Le vicende apparentemente slegate della discarica per rifiuti speciali EKOBAT e del PUE (Piano Urbanistico Esecutivo) di Pozzopiano con la prevista ‘torre’ alta oltre 30 metri lo testimoniano. Due vicende che per motivi diversi hanno già prodotto nauseabondi effluvi ancor prima che i rifiuti speciali siano smaltiti nella discarica ed ancor prima che i residenti del quartiere di Pozzopiano si sentano urbanisticamente oppressi dalla svettante mole della progettata torre.

In merito alla discarica, l’Amministrazione Comunale, fatta eccezione di un incerto e vacuo comunicato stampa di disapprovazione a firma dell'Assessore all'Ambiente, non ha prodotto alcun atto amministrativo formale da poter essere efficacemente utilizzato nell’ambito del procedimento di parere VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) su cui si pronuncerà la Provincia BAT. Sappiamo benissimo che il Comune non è chiamato direttamente in causa in questa fase della VIA; ma sappiamo altrettanto bene che davanti ad un tuonante e chiaro ‘NO’ espresso con una Delibera di Giunta, o ancora meglio di Consiglio Comunale, un eventuale parere positivo VIA avrebbe trovato un ostacolo quasi insormontabile. Ancor più se la Delibera Comunale fosse stata il frutto di un Consiglio Comunale monotematico con voto unanime.

Ebbene, nulla di tutto questo: sulla EKOBAT l’Amministrazione Tarantini ha preferito tacere.

Il caso del PUE per la torre di 30 metri, oltre a rimandarci tristemente ai mostruosi edifici degli anni ’70 che interrompono l’elegante ed armonica prospettiva di Piazza della Repubblica e di Corso Vittorio Emanuele, appare eclatante in senso opposto.

Siamo davanti ad un vero e proprio ‘porcellum’ urbanistico, per dirla alla Calderoli. Ebbene, l’Amministrazione oltre a prodigarsi in concilianti atti amministrativi nei vari passaggi autorizzativi, è scaduta talmente in basso sino al punto da contestare la nomina del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) da parte della Magistratura. Si impone una piccola considerazione a margine della questione: ma se le ‘carte’ sono a posto, non ci si dovrebbe preoccupare assolutamente di nulla ed a maggior ragione del tecnico nominato per adempiere alla consulenza. Diversamente ci si fascia la testa ancor prima di cadere.

Siamo sinceramente sbigottiti dalla tanta energia profusa per la difesa di una ‘torre’ che, visto il caos urbanistico, giuridico e d’immagine che ha creato, sarebbe il caso di ribattezzare ‘Torre di Babele’. Sicuramente una torre, talmente tanto alta e fuori scala rispetto al contesto da creare una oscura ombra sugli amministratori che l’hanno contemplata. Ombra, perfettamente in sintonia con altre oscure e sconcertanti cancellazioni di beni storici ed architettonici: villa Turrisana, villa Di Corato, giardino di villa Monetti, ristorante nella Chiesa del Fortino, ecc..

La ‘politica’, quella con la ‘P’ maiuscola, dovrebbe anteporre gli interessi della collettività agli interessi soggettivi; quasi sempre di natura strettamente economica e speculativa.

Occuparsi di tutela ambientale, sia nel settore del volontariato ecologista che nel settore istituzionale, dovrebbe assolvere intrinsecamente ai doveri della buona politica poiché la protezione del territorio coincide implicitamente con la difesa degli interessi collettivi e della salute umana.

Concludendo: l’Amministrazione uscente sulla EKOBAT tace, ma dovrebbe saggiamente esprimersi; sul nebbioso PUE della ‘Torre di Babele’ si è espressa sin troppo, ma sarebbe opportuno che, prudenzialmente, tacesse.

I soci del circolo Legambiente di Trani


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