Il sindaco di Trani è arrivato in ritardo, ma la Regione Puglia non si neanche presentata. Alla fine, però, la conferenza dei sindaci si è tenuta e, con al tavolo il sempre presente direttore generale Giovanni Gorgoni, ha rilanciato la posta sul piatto di una partita, finora a carte coperte, all’indirzzo del governo pugliese.
La proposta dei primi cittadini è di riscrivere il Piano attuativo locale, già approvato nel 2009, sia per la parte sanitaria, sia per quella territoriale. «Ma la nuova stesura del Pal – è stato detto a Gorgoni – dovrà puntare a ridurre il gap fra abitanti della provincia e posti letto, rivedendo questo rapporto in tutte le province e, di conseguenza, evitando che la Asl Bt paghi prezzi ancora più salati sulla proprie pelle oltre i già chiusi ospedali di Minervino e Spinazzola».
In altre parole, una posizione in parte riconducibile alle lamentele di Tarantini, che aveva sempre invocato l’attuazione piena e non parziale del Pal, ed in parte di Ventola, presidente di una giunta provinciale sentitasi ingiustamente penalizzata nelle gestioni del territorio sanitario da provincia a provincia.
La Regione Puglia, che ha motivato l’assenza dell’assessore Attolini con la difficoltà da parte di quest’ultimo di ottenere tutti gli atti necessari, causa maltempo, ha fato sapere che in ogni caso valuterà la nuova proposta dei sindaci, non sottraendosi al confronto. La partita sembra riaprirsi.
