Dopo le recenti polemiche sulle presunte perizie a sfondo politico riferite al sequestro dell’area di via Pozzopiano, il Comune di Trani risponde affidando un incarico tecnico ad un ex assessore della giunta Avantario. Sarà l’architetto Giovanni Capone, infatti, ad occuparsi di gestire i rapporti fra Comune e Soprintendenza per lo sblocco dei problemi relativi al secondo lotto degli interventi di risanamento del litorale di levante.
I lavori, finanziati con un contributo regionale di 1.900mila euro, sono da tempo fermi dopo il ritrovamento dei resti di una villa romana, circostanza che indusse la Soprintendenza a qualificare le aree come «di interesse particolarmente importante».
Il tempo, però, è trascorso invano e, a più riprese, il Comune ha sollecitato l’interlocutore sulla necessità di provvedere in ogni caso alla realizzazione dei lavori, soprattutto per la pubblica incolumità.
Ebbene, i Beni culturali hanno risposto manifestando interesse alla ripresa dei lavori, a condizione che si concordino insieme le modalità d’intervento. Per questo motivo il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, ha ritenuto di individuare nel collega Capone la figura più idonea per «contribuire alla ricerca di una soluzione condivisa con la Soprintendenza».
Per la cronaca, l’importo della consulenza è stato fissato in 8mila euro. Una consulenza evidentemente super partes, dopo le polemiche degli anni passati sulle scelte del governo Avantario, in tema di risanamento del litorale, che il centrodestra ritenne talmente divergenti da quelle già in itinere da provocare un pesante rallentamento dell’iter e conseguente impoverimento del finanziamento regionale.
