Il Ministero dello Sviluppo Economico del Ministro Passera ha promosso incentivi per gli impianti a biomasse in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Nello scorso mese di dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un bando che offre agevolazioni per progetti di attivazione, rafforzamento e sostegno della filiere delle biomasse, per un totale di 100 milioni di euro.
Il dato politico oggettivo in termini di opportunità è se questa sia una decisione compatibile con la sostenibilità ambientale e con lo sviluppo delle regioni meridionali e se sia compatibile con le minime garanzie di sicurezza sanitaria per i residenti, di salubrità dell’ambiente e di sviluppo dell’economia agraria, punto di forza delle regioni meridionali.
Non era meglio indirizzare risorse economiche così ingenti ad altre più pressanti priorità dei residenti delle regioni meridionali anziché favorire gli industriali delle biomasse?
Ciò premesso, a livello locale, è opportuno rimembrare all’odierna casta politica ed all’opinione pubblica che nella nostra città è in corso l’iter amministrativo per l’apertura di un impianto a biomasse e magari qualche industriale del settore si sta già sfregando le mani per la ghiotta opportunità.
Il sindaco di Trani ha espresso da tempo parere favorevole (26.11.2009) alla realizzazione dell’impianto così come la provincia BAT (04.03.2011) e si è in attesa della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) da parte dell’organo regionale.
Anche se la legislazione regionale (L.R. 21.10.2008 n.31) prevede limiti abbastanza rigorosi, pende una spada di Damocle ancora sulle teste dei cittadini tranesi e sulla quale, data l’imminenza della campagna elettorale, non si è espressa in maniera chiara ed inequivocabile alcuna delle coalizioni a sostegno dei candidati sindaci.
Con i chiari di luna della politica, tutto potrebbe succedere ed è, quindi, necessario prendere posizione sull’argomento e manifestare coerentemente il proprio pensiero.
A nostro parere, tante sono le ragioni per ritenere che detto impianto potrebbe produrre danni irreversibili all’ambiente ed alla salute dei cittadini, non creerebbe posti di lavoro, costituirebbe un affare solo per gli industriali che lo realizzerebbero, non produrrebbe energia a sufficienza per compensare i costi della filiera lunga che sarebbe necessaria per il biocarburante, verrebbe realizzato in zona che è tipizzata, allo stato, come agricola, sarebbe concorrenziale con l’attività della società di energia a capitale pubblico della nostra città.
La politica è spesso ipocrita, coloro i quali appoggiano questo infausto progetto domani potrebbero essere gli stessi che accusano la Regione, la provincia o il sindaco o scendono in piazza con i camici e magari la maschera antigas.
Occorre muoversi, partecipare adesso e prima che sia troppo tardi. L’argomento sarà discusso nel Forum Energia e Ambiente che la coalizione a sostegno di Fabrizio Ferrante sta organizzando per informare i cittadini.
Alleanza per l’Italia Trani
Avv. Alessandro Moscatelli
