Una conferenza fuori dal Comune, e non è un modo di dire. Questa mattina presso la sala conferenze dell'Ospedale di Trani i primari ed alcuni medici hanno voluto incontrare la stampa per mettere al corrente e sensibilizzare l'opinione pubblica di un rischio che i pazienti tranesi (e non solo) potrebbero correre da qui ad un mese di tempo.
In tutta la Puglia i medici coinvolti nella questione che vi esporremo tra poco sono 530, nella Asl Bat 73. Questi medici sono intrappolati in un meccanismo burocratico che ha marchiato come illegittima la loro stabilizzazione.
Sono medici de-stabilizzati sotto il punto di vista lavorativo ed umano, "il problema qui è grave, questa situazione incide e continuerà a farlo anche sulla salute dei cittadini stessi che si rivolgono alla nostra struttura ospedaliera", è quanto ha detto il sindaco Giuseppe Tarantini in veste di responsabile del reparto di Ematologia.
Proprio in questo reparto rischiano di essere tagliati 4 medici ed una biologa, ma i tagli potrebbero esserci anche per gastroenterologia, urologia, medicina interna e radiologia, reparti che verrebbero messi in serio "pericolo salute" in quanto si vedrebbero privare di personale fondamentale per il regolare svolgimento del proprio lavoro.
La questione, secondo quanto detto e condiviso da tutti questa mattina, non è strettamente politica né si vuole contestare un comportamento sleale alla Regione o alla Direzione della Asl ma qualcuno dovrà pur spingere per ottenere la Conciliazione, l'obiettivo attuale di questi medici destabilizzati.
L'Asl della nostra provincia si è dimostrata apripista in questo frangente, spinta da un provvedimento del Giudice del Lavoro, ha conciliato con 31 medici su 73. La Conciliazione pare l'unico strumento per evitare che la Regione possa ritrovarsi a pagare danni (ai medici) per circa 9 milioni di euro.
Dopo le prime 31 conciliazioni, l'udienza successiva prevista era fissata in data 8 febbraio. "Con la neve si è bloccato tutto", ha detto amaramente Giuseppe Tarantini. L'udienza infatti è stata rinviata e sono stati rinviati tutti i successivi incontri. "Dovessero venir meno queste 10 professionalità molti reparti si ritroverebbero in grandi difficoltà, non potremmo più garantire ai nostri pazienti tutta l'assistenza di cui hanno bisogno", ha dichiarato il primario di Medicina Interna Giuseppe Bartucci.
E la salute dei nostri concittadini ancora una volta potrebbe risentirne.
d.d.
