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Trani, «Pdl&Veleni». Corrado a Di Marzio: «Accetti il verdetto e si ricordi che è assessore provinciale»

Le primarie del Centro destra svoltesi per la prima volta nella storia della coalizione e finalizzate all’individuazione  di Colui che avrebbe ricoperto  il ruolo di Candidato Sindaco in rappresentanza della coalizione stessa alle prossime elezioni amministrative di Trani , hanno ottenuto un notevole successo in termini di partecipazione popolare.

Infatti quasi 9000 concittadini, malgrado   la pioggia pomeridiana e sfidando lunghe attese, non hanno voluto far mancare la propria partecipazione alla manifestazione popolare dimostrando interesse e consenso per la parte politica organizzatrice e per quanto posto in essere in questi anni dalla stessa attraverso l’azione politica ed amministrativa della maggioranza di Governo  cittadino eccellentemente guidata dal Sindaco uscente  Pinuccio Tarantini.

Se consideriamo  che gli iscritti al PDL tranese sono circa 1800 il successo  di presenze ai seggi elettorali  assume dimensioni non ipotizzabili alla vigilia.

I due Candidati  si sono sfidati apertamente in una campagna elettorale impegnata e persistente che ha  stimolato il coinvolgimento di molti attivisti ad essi vicini.

Il partito del PDL nazionale , attraverso l’operato del suo Segretario nazionale Angelino Alfano,  ha voluto istituire e regolamentare questa importante iniziativa al fine di concedere direttamente ai cittadini l’onere della scelta del Soggetto che dovrà rappresentare  Tutta la Coalizione di Centro-Destra alle prossime tornate  amministrative  per l’elezione del  Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale.

Il consenso popolare ottenuto attraverso le elezioni primarie sostituisce la vecchia logica degli accordi di Partito, infatti in passato questo tipo di  scelta era ad appannaggio  in via esclusiva degli organismi politici dei Partiti che al proprio interno sceglievano o imponevano  in base ai “ rapporti di forza” i Canditati per la carica di Sindaco.

Infatti, nella loro genesi istitutiva,  i vertici nazionali del PDL hanno presentato le primarie non come  una competizione tra partiti del centrodestra  ma tra Soggetti appartenenti allo stesso Partito od alla stessa coalizione. In sostanza, chiunque ha  facoltà di partecipare alle stesse indipendentemente dalla sua tessera partitica. Di conseguenza ogni cittadino diventa libero di votare per il candidato che ritiene essere il  migliore non tenendo conto del partito a cui egli fa riferimento .

Fatta questa doverosa premessa , analizziamo il  caso tranese: i vertici Regionali del PDL non hanno preso in considerazione la possibilità di avere più candidati iscritti al Partito che partecipassero alle primarie, ma hanno voluto che il Partito esprimesse un solo candidato indicandolo in via diretta nella persona del Dott. Giuseppe Di Marzio. 

Il dott. Di marzio ha preteso di essere l’unico candidato alla Primarie  è ottenuta la candidatura il Partito si è adeguato ma lui non ha compreso che le Primarie non erano tra due partiti ma tra due Uomini. Ha applicato la logica della vecchia politica non comprendendo che a scegliere non erano i Consiglieri Comunali ma gli elettori.

Il Candidato Giuseppe Di Marzio, a seguito dell’ investitura ottenuta “dall’alto”pretendeva che tutti gli iscritti al PDL  avessero dovuto forzatamente votarlo.

Sinceramente questa presunzione confligge manifestamente  con l’idea del PDL, della libertà e della democrazia  e della ratio istitutiva  delle primarie. In oltre , essa  ribadita dopo la sconfitta elettorale ci sembra quanto meno pretestuosa e fuori luogo.  

Cosa pretendeva Peppino Di Marzio una consacrazione dell’investitura ottenuta dall’Alto? Non c’era bisogno di fare le primarie se così fosse stato. Voglio ricordare che il dott. Di marzio già in passato ha utilizzato l’imposizione come metodo principe  vedi la candidatura nel Collegio n° 1 alle Provinciali del 2009  (o il collegio n°1  o non mi candido!!)  o l’incarico di Ass. Provinciale. Infatti non ricordo che il partito locale sia stato mai coinvolto nella sua nomina ne tanto meno in questi tre anni ha mai informato il partito del lavoro svolto al suo assessorato. Evidentemente per il dott. Di marzio il partito esiste solo quando bisogna “ incassare” o quando bisogna mettersi al suo  “ servizio”.

Peppino Di Marzio accetti con umiltà il responso delle  primarie.

Non si arrampichi sugli specchi cercando colpevoli  avanzando infondate e  prepotenti pretese vendicative nei confronti di militanti del PDL. Non ponga in essere azioni tese a creare spaccature politiche che possano giustificare sconfitte elettorali nella competizione delle Amministrative 2012 .  Non pensi che Il PDL di Trani  e la politica tranese siano rappresentate in una sorta di “one man show” legato alla sua persona.

Dopo questa esperienza, da Egli voluta, torni a fare il militante del Partito portando come tutti noi acqua al mulino della coalizione. Non chieda ulteriori gratificazioni  a giustificazione di una sconfitta elettorale personale già avvenuta. Si ricordi che ricopre il ruolo di assessore provinciale del PDL incarico che lo vede impegnato in progetti di grande importanza strategica come l’allargamento della SP Trani-Andria e di presidente del Consiglio Comunale di Trani.

Mi sarei aspettato a distanza di una settimana che il PdL invece di rincorrere colpevoli si mettesse a lavorare per vincere le Amministrative 2012 mi sarei aspettato che si fosse aperto un tavolo politico con gli alleati per discutere del futuro della nostra Città invece di perdere tempo in polemiche inutile quanto sterili. Auspichiamo che la guida politica del PDL di Trani venga oggi affidata all’ottimo Sindaco Pinuccio Tarantini che con la sua esperienza e saggezza saprà traghettare il partito verso la vittoria elettorale e l’organizzazione futura dello stesso.

Beppe Corrado - Consigliere provinciale Pdl

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