Nemmeno le parole del prefetto, pesanti come le pietre ed indicative dello stato precario in cui anni di amministrazione di centrodestra hanno ridotto le casse comunali, hanno spinto quel che resta della maggioranza oramai in piena campagna elettorale a venire in Consiglio Comunale per adottare un atto importante come il bilancio consuntivo del 2010.
Al contrario, l’assenza della maggioranza, che non riesce ad approvare il bilancio consuntivo della sua amministrazione dell’anno 2010, è la prova provata del fatto che in realtà le cose di cui non vantarsi sono veramente tante. Non approvare il rendiconto finanziario di un anno significa, evidentemente, che le cose scritte in quel bilancio non sono assolutamente condivise.
La cosa spaventosa, che dovrebbe fare rabbrividire i tranesi, è il fatto che qualcuno abbia già detto di volere proseguire nel solco di chi lo ha preceduto.
Ciò significa che quanto affermato dal prefetto nella sua nota del 7 marzo 2012 (“al riguardo si rappresenta che (...) la mancata approvazione del rendiconto nel termine legale, oltre a costituire sintomo di criticità o difficoltà dell’ente locale di fare corretta applicazione della normativa e dei principi contabili che disciplinano la materia, è suscettiva di produrre effetti molteplici e di diversa natura con ineludibile ripercussione sugli esercizi successivi tali da ledere o minacciare la sana gestione finanziaria dell'ente o gli equilibri di bilancio”) è il degno epilogo di un’amministrazione disastrosa in tutti i suoi aspetti e lo spaventoso prologo, per i tranesi, di una “nuova” eventuale esperienza amministrativa che si annuncia paurosamente peggiore, se mai è possibile, ma che speriamo, grazie al buon senso dei cittadini, non abbia mai modo di realizzarsi.
Tranesi, non pensate che sia arrivato il moneto di svegliarsi dall'incubo di quello che potrà ancora accadere?
Michele di Gregorio - Francesco Laurora (Verdi Trani)
