Siamo alle solite. Consiglio comunale sciolto per mancanza di numero legale. Assente la maggioranza. Altra occasione sprecata per dimostrare maturità e soprattutto trasparenza e buona amministrazione. Si è parlato tanto in questi giorni di questo consiglio comunale, tanto che uno dei punti all’ordine del giorno era stato anche fortemente caldeggiato da un folto gruppo di cittadini sul social network facebook con consiglieri comunali pronti alla battaglia. Tra gli argomenti oggi c’era soprattutto, a seguito della diffida da parte del Prefetto, l’approvazione del bilancio consuntivo del 2010 già presentato in altri due consigli comunali con uguale esito, assenza del numero legale, mancata discussione e mancata approvazione. La mancata approvazione del rendiconto del 2010 da parte del Consiglio Comunale, oltre a costituire sintomo di criticità o difficoltà dell’Ente Locale, si ripercuote sugli esercizi successivi, lede e minaccia la sana gestione finanziaria dell’Ente. Questo è quanto appare nella diffida inviata dal Prefetto S.E. dr. Sessa ma puntualmente disattesa. Non solo ma la giunta comunale continua a deliberare spese e patrocini non curandosi dei danni patrimoniali che si vanno a creare sottraendo capitali che potrebbero essere utilizzati per le politiche sociali.
Altro argomento importante in discussione all’ordine del giorno era la richiesta, da parte del rappresentante di Fli e di altri consiglieri comunali, del sorteggio degli scrutatori. Si è rivelato un’utopia. Sarà forse anche per questo che i membri della commissione elettorale, con in testa il sindaco presidente, hanno ritenuto di assentarsi per non poter affrontare il problema? Magari il ruolo degli scrutatori sarà utilizzato fortemente in campagna elettorale per gli amici degli amici? Certo che in un periodo di difficoltà come questo la maggioranza anche in questa campagna elettorale ha perso l’ennesima grande occasione, forse l’unica e l’ultima in tutto il periodo quinquennale di amministrazione, di dimostrare trasparenza e sensibilità per i disoccupati e meno abbienti.
Dino Marinaro (Futuro e libertà)
