Qualcuno ci ha provato, non sappiamo quanto bene abbia potuto fare ma siamo certi che oggi sono scomparse le scritte sulla pietra della nostra Cattedrale.
Niente più amori, niente più ricorrenze, date, nomi, segnali, soltanto macchie rosse informi. Dieci giorni fa l'amara sorpresa, oggi coperta dall'olio di gomito di qualche volontario.
E mentre i turisti e le scolaresche in gita ammiravano la regina delle cattedrali in Puglia, noi abbiamo percorso tutto il perimetro del nostro gioiello architettonico rimanendo ancora una volta delusi dalla temperatura del rispetto e della cultura in città.
"Extracomunitari, politici e cani la rovina di Italia non votare ribelliamoci", una frase agrammaticale stampata con il pennarello sul fianco della Cattedrale con sterco di animali ed urina tutto intorno.
Come potremmo parlare delle pagine di Ronchi, di Piracci, e di tutti gli altri concittadini ed amanti della nostra cattedrale dinanzi ad un logorio quotidiano simile?
"Ribelliamoci" scriveva l'incivile, si. Ribelliamoci all'ignoranza, ribelliamoci all'arroganza, al disinteresse che porta inevitabilmente alla corrosione incurabile di un bene comune.
