Le ordinanze, a Trani, sembrano proprio carta straccia. Affiggere un divieto su ogni palo utile non pare sufficiente a dissuadere gli automobilisti dal parcheggiare, ostacolando chi deve lavorare e provocando problemi anche ai pedoni.
Da ieri, in via Pietro Palagano, sono in corso di svolgimento i lavori di bitumazione dell’intera sede stradale, che per anni era stata motivo di giustificate lamentale dell’utenza. Tuttavia, proprio nel momento in cui i lavori, finalmente, sono arrivati, ecco auto parcheggiate in serie in totale dispregio dei pur evidenti divieti, che peraltro resteranno in vigore fino al 6 aprile.
La proprietaria dell’auto blu in primo piano, nel vederci fotografare la scena, si è inalberata non poco. Sia perché era certa del fatto che ne avessimo fotografato la targa. Sia perché «mi dovete spiegare come faccio a venire a prendere mia figlia a scuola», ci ha detto testualmente. Probabilmente la risposta l’aveva davanti agli occhi: centinaia di altri genitori tutti regolarmente a piedi.
E pensare che l’impresa esecutrice, pur di liberare la strada da ogni ostacolo, aveva posizionato i cassonetti sul marciapiede, creando un intralcio ai pedoni che, però, era del tutto giustificabile alla luce dell’utilità pubblica dell’operazione in corso.
Ma non è tutto. Il camion dell’operatore, poche decine di metri più avanti, restava totalmente bloccato da un’auto bianca parcheggiata con due ruote sul marciapiede. Pure in questo caso, giunge sul posto una cittadina che si guarda intorno spaesata: «Dice a me?». «Certo signora – le risponde l’operaio -, sono qui da un quarto d’ora perché lei ha parcheggiato in divieto». «Beh, non dica fesserie, non è un quarto d’ora». Per la serie, a Trani non si chiede scusa per una violazione commessa, ma si contrattacca per una presunta falsità dichiarata.
Come la foto testimonia, anche in quel tratto di strada le auto erano tutte abusive, ma nessuno se ne era minimamente curato. La nostra macchina fotografica non ha tanto meno terrorizzato alcuno, ma ha incontrato l’approvazione del camionista operario: «Ad Andria queste cose non le denuncia nessuno, grazie per averci dato una mano».
