Si è conclusa da poco, nella chiesa parrocchiale degli Angeli custodi, la messa esequiale di Teresa Sunna, la giovane donna tranese stroncata venerdì scorso a Barletta da un fatale scambio di etichette su un medicinale propedeutico ad un test. Riportiamo di seguito l’omelia dell’officiante, Don Mimmo De Toma.
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L’evento della morte, anche quando avviene nell’assoluto compimento del percorso umano della vita, porta sempre una crisi nel cuore. Ma questa crisi si fa ancora più grande quando si tratta di persone nel pieno dei loro progetti di vita, come nel caso di Teresa. E questo si rende inaccettabile quando la morte è l’esito conclusivo di una sorta di catena di cause in cui, purtroppo, c’è anche la mano dell’uomo.
Non spetta certo a me ed nessuno di noi, in questo momento, esprimere giudizi e sentenze, quantunque sia più che comprensibile nutrire rabbia. Ma è innegabile che la morte di Teresa sia stata il frutto della colpa di qualcuno. E siamo in presenza di un evento dolorosissimo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare e getta nell’angoscia una famiglia e tanti amici che le volevano bene.
Ebbene, in tutto questo, nel momento del congedo da Teresa, dobbiamo accogliere nel nostro cuore l’appello di Dio contenuto nelle parole proferite da Gesù nel Vangelo di questa messa esequiale: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, sete e mi avete dato da bere”. Allora, rispondiamo con la nostra responsabilità ed amore agli altri. Che non sono anelli di una catena di montaggio, ma persone. E questo vale per me e per tutti. Ogni giorno la vita degli altri è nelle nostre mani, e dovremmo sentirci responsabili di un dono così grande come quello della vita, che va accolto e coltivato giorno per giorno.
L’accertamento delle responsabilità e l’amministrazione della giustizia saranno cura degli organi competenti, ma a noi spetta di cambiare quel clima in cui troppe volte la persona diventa solo e miseramente merce di scambio. E così non siamo in grado di affrontare e neanche vedere i bisogni delle persone, a tutti i livelli. A cominciare da quei livelli in cui si devono assumere decisioni nell’interesse della collettività: lì troppe volte quei bisogni si disattendono, rispondendo solo alle regole della contabilità. Oggi capiamo che, quando abbiamo davanti una persona, con tutte le sue esigenze, il nostro unico obiettivo è il bene di quella persona.
Le lacrime non sono consolabili, ma devono essere utili per trasformare la nostra presenza intorno a Teresa in un impegno più grande, e fare ciascuno la nostra parte, per quelle che sono le nostre responsabilità, perché si persegua il bene comune. La perdita di una persona cara non ha un risarcimento, ma insieme con l’ultimo sguardo a Teresa, guardiamo anche al cero pasquale, perennemente acceso e che ci rimanda alla certezza che la nostra vita, anche quando viene spezzata in maniera così traumatica, trova asilo nel cielo, dove la fiamma della vita arde nel Signore. Affidiamo a Lui la cara Teresa, nella certezza che tra le Sue braccia si attenui il dolore della famiglia e dei suoi cari.
E questa chiesa parrocchiale, che dal momento della sua fondazione ha visto officiare le esequie di tanti giovani, vogliamo pensare sia un giardino di Dio in cui questi giovani fiori siano stati non recisi, ma piantati per sempre. Affidiamo nella preghiera la cara Teresa al Signore, nella consapevolezza che la vita di una persona non ha prezzo e tutto si deve fare con grande scrupolo. Il dolore resta, ma si trasformi anche in solidarietà umana.
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Di seguito, le parole dei familiari, dai fratelli alla mamma.
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Piccola Teresa, hai fatto colpo in tanti cuori quel 16 dicembre 1983 in cui sei nata. Oggi fai di nuovo colpo nei nostri cuori per parlare non con te, ma di te. Eri convinta di fare la presentatrice tv, ed ogni mattina provavi situazioni e ci intrattenevi con la tua gioia e sorrisi, con la tua spontaneità. Vogliamo ricordarti così, la più piccola di tutti noi, che però valevi più di tutti noi insieme. Tu ci avresti detto: “Su con la vita”. Oggi tocca noi ricordarlo a noi stessi. Il nostro oggi non è un addio, ma un renderti omaggio per quello che sei sempre stata per tutti noi. E tu sarai la nostra forza, luce, guida, nel nostro cammino quotidiano E ci farai felici così come, nel cielo, farai felice l’intero paradiso. Oh, Teresa, ci sentiamo, mi raccomando…
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E la famiglia ha deciso di istituire il “Premio Teresa Summa”, una borsa annuale in favore di uno studente dell’Itc “Aldo Moro” che, particolarmente meritevole, voglia intraprendere la laurea in Economia aziendale. “Sarà un segno della Tua presenza fra noi. Ciao Teresa, tua mamma ti vuole bene”.
