Un'ordinanza singolare ha visto il sindaco Giuseppe Tarantini indossare i panni del re Salomone e con saggezza decretare la propria decisione: "Per il potere conferitomi ordino a voi che possedete un terreno ricadente nelle particelle che vanno dal 443 al 449 sul foglio di mappa catastale 59, di non poter più piantare fave o piselli e nel caso vogliate effettuare la vendita di fave siate accorti nell'allontanarvi almeno 300 metri da questa zona oltre che sigillarle in buste di plastica".
Il virgolettato ovviamente è frutto (o legume) della nostra fantasia ma il fine dell'ordinanza è proprio quello.
Un signore, classe '47, originario di un paesino vicino Taranto, consegnò in data 14 dicembre 2011 all'ufficio protocollo tutte le carte mediche che accertassero il suo deficit di G6PDH, comunemente chiamato favismo. Tra le carte consegnate all'ufficio protocollo chiedeva che il suo vicino di terreno, sito in contrada don Tito (ex Donna Lavinia), eliminasse la coltivazione di fave.
Dopo i controlli effettuati dagli agenti di Polizia Municipale in data 9 e 21 febbraio, veniva rispettivamente accertata prima la presenza di una coltivazione di fave e poi la constatazione che il proprietario della coltivazione (un leccese classe '49 residente a Trani) le avesse estirpate.
Da qui poi è nata la controreplica: "Tu mi fai sradicare le fave ed io ti strappo i baccelli dei piselli", avrà pensato il signore ex proprietario di fave.
Denunciata la presenza di piselli nel terreno del signore affetto da favismo, gli agenti del settore ambientale sono ritornati sul posto per controllare il terreno di proprietà dell'uomo tarantino.
Su quest'ultimo terreno però non è stata ravvisata alcuna presenza di piselli ma poco lontano è stata scoperta una coltivazione di pisum sativum in terreni adiacenti: altri proprietari terrieri e coltivatori, in barba alle disposizioni Ausl Bat, non avevano estirpato i legumi.
Il sindaco quindi, vista la necessità di salvaguardare la salute di un cittadino, ha dovuto ordinare quanto scritto nell'incipit dell'articolo: niente fave né piselli nell'arco di 300 metri. E pensare che, ironia del caso, il 65enne affetto da favismo ha persino un cognome equino: non è proprio roba da vegetariani.
Insomma, le ragazze di Hans Christian Andersen per sentirsi principesse dovranno dormire altrove...
d.d.
