"Io sottoscritto signor Bonini Stefano, nato a Como il 27/12/1978 dichiaro di non avere mai dato la mia disponibilità, né ho mai sottoscritto richiesta alcuna alla mia candidatura a consigliere comunale", a scrivere é un cittadino residente a Trani che ieri ha scoperto di essere tra i candidati della lista del Pd per il consiglio comunale.
Quanto accaduto però sarebbe stato recriminato anche da Rosa Di Pierro, sua moglie secondo l'Ansa): «Abbiamo appreso la notizia parlando con amici. La nostra candidatura si è verificata a nostra completa ed assoluta insaputa poiché, come detto, non abbiamo mai manifestato tale volontà. Ci riserviamo ogni opportuna azione. Autorizziamo per il momento il nostro avvocato a divulgare anche a mezzo stampa questa notizia».
I due presunti truffati avrebbero inoltre specificato di aver firmato solo un foglio nel quale veniva chiesta la "disponibilità a favorire la candidatura di un candidato".
Arriva subito la replica da parte della sezione del Partito Democratico di Trani che scrive: "Le modalità con cui viene formalizzata l’accettazione della candidatura (sottoscrizione di un apposito modulo prestampato con firma autentica) rendono del tutto inverosimile tale circostanza. E’ sufficiente leggere il modulo di accettazione della candidatura a consigliere comunale per comprendere che chiunque lo sottoscriva non possa incorrere in alcun errore. Escludiamo inoltre in modo categorico che qualcuno possa aver raccolto firme da chicchessia per carpirne candidature ad insaputa e contro la volontà degli stessi sottoscrittori".
La segreteria non digerisce inoltre la notizia in quanto vedrebbe anche interessi politici: "La tempistica con cui tale notizia è stata diffusa alla stampa (ossia il giorno prima della chiusura della campagna elettorale) fa sorgere il sospetto che anche tale iniziativa debba annoverarsi nella sleale campagna di attacco politico che è stata condotta contro il nostro Partito durante tutta questa competizione elettorale. Tale sospetto è altresì rafforzato dalla circostanza che della questione si stia occupando un avvocato candidato in altra lista concorrente. Evidentemente quando non si hanno valide argomentazioni politiche da contrapporre, si ricorre sistematicamente a beceri e disperati espedienti".
Il Partito Democratico infine chiederà che la questione venga approfondita nelle competenti sedi giudiziarie, ove intraprenderà ogni azione a sua tutela.
