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Pozzopiano, impennata delle indagini sulla futura «torre»

Ci sono sviluppi, e proprio a ridosso delle elezioni, sull’inchiesta che la Procura di Trani aveva recentemente avviato intorno al piano urbanistico esecutivo di via Pozzo piano, nell’area adiacente al villa Telesio. Il titolare del fascicolo, Giuseppe Maralfa, infatti, avrebbe ascoltato il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, valutando di richiedere al Gip, Francesco Zecchillo, la misura dell’interdizione per l’ipotesi di abuso d’ufficio, la stessa per la quale il capo ripartizione è indagato insieme con altre tre persone: il progettista dei futuri lavori ed i proprietari dell’area.

Tali indiscrezioni sono emerse proprio mentre andavamo in stampa e, quindi, attendono ulteriori verifiche ed aggiornamenti. All’ingegnere capo verrebbe contestata l’autorizzazione alla presunta, eccessiva elevazione della torre prevista al centro di quell’area (due piani in più) e, inoltre, l’avere concesso che nel progetto di edificazione fosse compresa anche una particella abusiva e tuttora non condonata. Non da ultima, nell’area oggetto d’indagine mancherebbe la prescritta Valutazione d’impatto strategico.

Peraltro, oltre avere ascoltato l’interessato, nessuna decisione si sarebbe stata assunta E questo anche a causa della recente decisione del sindaco, Pinuccio Tarantini, di rescindere il contratto di tutti i dirigenti, Affatato compreso, causa la concomitante fine del mandato del primo cittadino, che li aveva nominati.

Ma non sarebbe da escludere, a seconda dell’esito delle elezioni, e nelle more dei concorsi, la conferma a tempo determinato per tutti o qualcuno di loro da parte del sindaco che verrà. Fra questi, peraltro, vi sono due dipendenti del Comune: il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, e, ovviamente, lo stesso Affatato.

Torniamo, però, all’inchiesta sul Pue di via Pozzopiano. Della quale, probabilmente, non saranno contenti i cittadini che, a prescindere del corso dell’indagine, rischiano di non vedere più l’agognato allargamento di una strettoia che da tempo immemorabile, ormai, affligge il quartiere ed innesca problemi per la pubblica incolumità. Infatti, è questo il vero interrogativo che si era levato sin dai giorni del sequestro preventivo (primo febbraio 2012) del vecchio capannone di via Pozzopiano, nella cui area dovrebbe sorgere questo edificio di undici piani, più attico, più due interrati, lo sviluppo in altezza del quale consentirebbe la cessione al Comune dell’area necessaria all’allargamento della strada.

Dall’altra parte della carreggiata, invece, non si può toccare nulla. Vi è, infatti, villa Telesio, con relativi giardini, e l’intero complesso immobiliare è sottoposto a vincolo. I giardini saranno, presto, acquisiti al patrimonio comunale e resi pubblici, ma su di essi graviterebbe l’ombra di questo futuro grattacielo su cui, adesso, la magistratura vuole vederci più chiaro.

Quando il Piano urbanistico esecutivo fu approvato, nell’ormai lontano 14 dicembre 2010, le polemiche non mancarono. Anzi, ben diciotto consiglieri comunali non lo votarono, mentre due della stessa maggioranza, De Simone e Giuseppe Gagliardi, votarono contro. Il primo, fra le altre cose, pose in risalto la presenza di un’unità immobiliare comunale all’interno di quel comparto e, inoltre, dichiaro di ritenere che «non è chiara la proprietà del suolo in cui ricade il progetto e, dalle carte, pare che quel capannone non sia mai stato indicato nel catasto, quindi sarebbe da ritenersi abusivo e noi lo stiamo condonando».

De Simone ci ha messo la faccia, altri hanno storto il muso, ponendo a vario titolo in risalto il fatto che intorno a questa “torre” di 33 metri vi sono edifici di non più di cinque piani e, nel suo cono d’ombra, una scuola materna ed un’area vincolo con cui l’edificio sarebbe oltre modo incompatibile. Legambiente ha parlato di «grattacieli frutto di un errato e patologico superdimensionamento del Pug, secondo una previsione sbagliato di ben 100mila abitanti. Non siamo contrari alla modernità architettonica – dichiarava il presidente del circolo tranese, Pierluigi Colangelo -, ma riteniamo di gran lunga più importante il paesaggio e il rispetto di quello che gli addetti ai lavori chiamano “genius loci”, lo spirito del luogo che conferisce un carattere unico e indelebile a ogni città. Ci sembra che la costruzione di questi “funghi” moderni e “innovativi” non farà altro che generare un solco profondo tra la nuova architettura e il suo contesto, contribuendo alla perdita d’identità della popolazione e al disamore delle nuove generazioni per la nostra città».

Eppure, dal punto di vista architettonico, si è sempre detto che questo edificio sia molto bello. E non sarebbe neanche l’unico, giacché altre due “torri” arriveranno in via de Gemmis, e, con il passare del tempo ne dovrebbero vedere anche altre.

Ma perché adesso a Trani si costruisce in altezza? «Accade nei comparti in cui il proponente deve  lasciare alla collettività un’area a servizi proporzionale all’area», ha sempre spiegato il sindaco, Pinuccio Tarantini, chiarendo inoltre che «i palazzi alti non devono spaventare se si pensa che, al di sotto, vi saranno sempre più numerose e vaste aree libere. Ad Orlando ci sono alberghi di quaranta piani, ma sotto vi sono giardini bellissimi. Ed a Pozzo piano questo progetto non solo ci consentirà di allargare la strada, ma anche di acquisire al patrimonio comunale quel giardino Telesio in cui nessuno finora è potuto entrare, e questo è un fatto storico».

 

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