Progetto AVS “Gli Ot del Terzo Millennio”
Non sembra possibile che sia già trascorso un anno ma il calendario dice il contrario: il progetto volge al termine e ci apprestiamo a trarre le conclusioni, a verificare gli obiettivi raggiunti, l’efficacia delle strategie d’intervento, i “segni” lasciati e, come sempre, ciò che, dopo il progetto,tutti coloro che vi sono stati coinvolti, ragazzi in testa, si portano a casa.
La prima relazione inviata, quella di medio percorso, si fermava al campo formativo estivo svoltosi a Roca (Lecce) dal 29 Agosto al 2 Settembre.
Subito dopo la verifica del campo e del relativo percorso di formazione, che ha visto i ragazzi molto coinvolti e partecipi, arricchiti e soprattutto consapevoli dei “rischi” che si corrono quando non si imposta correttamente la relazione d’aiuto e dello spazio che si intende dare, anche nel prossimo futuro, alla solidarietà, si è ripreso il cammino di formazione, che ha visto protagonisti i temi della vita in carcere, del degrado ambientale del nostro territorio, dell’importanza dell’essere cittadini responsabili e, di conseguenza, volontari altrettanto responsabili. Questo percorso, che si concluderà nella seconda decade di marzo, è stato curato dalla sottoscritta, con il contributo di un volontario di Legambiente.
Restando nell’ambito della Caritas Diocesana, i ragazzi hanno lavorato, sempre guidati dalla sottoscritta, ad un progetto di sensibilizzazione del territorio (che si allega in copia) finalizzato al sostegno delle famiglie in difficoltà ed alla diffusione della cultura del volontariato e della solidarietà. Tale progetto è stato diffuso anche attraverso la rete dei media locali (Tv, siti web, testate giornalistiche) e gli è stata dedicato uno “speciale”, chiamato “Container (TeleSveva) dedicato agli sviluppi del progetto AVS e alla sua seconda parte ( nella prima fase “Container” aveva dedicato un’intera puntata al progetto, alle sue motivazioni, obiettivi e fase di avvio) ed al progetto “Adotta una famiglia!”.
Per quanto riguarda i tre ambiti di servizio nei quali i ragazzi sono sati occupati, gli stessi hanno continuato ad occuparsi della sistemazione e dell’operatività del Mercatrani, il mercatino dell’usato della Caritas Cittadina, hanno svolto occasionalmente servizio presso la Mensa Cittadina, anche con i loro genitori, preparando e somministrando i pasti ( circa 40 ) dispensati quotidianamente.
Il terzo ambito di servizio, quello relativo all’animazione svolta presso la Fondazione “Oasi Nazareth”, in particolare a favore degli anziani semi e non autonomi ospitati presso la Casa di Riposo e la RSSA, ha visto i giovani volontari protagonisti di una serie di eventi: laboratori animativi, serate a tema, feste, etc. I numerosi eventi realizzati sono stati descritti anche dai vari bollettini della Fondazione ed hanno visto la collaborazione delle famiglie dei ragazzi coinvolti nel progetto, sempre al loro fianco nelle varie fasi dello stesso.
Il servizio svolto presso la CdR e la RSSA si è intensificato nel periodo delle feste natalizie, con la realizzazione di una serie di eventi, laboratori e serate, culminate con la “Super- mega- tombolata” che visto una larga partecipazione sia delle famiglie degli Ot che di quelle degli anziani così come è successo nel periodo carnevalesco, conclusosi con una festa “a tema” con quiz e tanto altro sul carnevale coratino
(Corato è la città che ospita le due strutture) e una pentolaccia specialissima: insomma, l’obiettivo raggiunto è stato quello di far vivere a tutti, Ot, famiglie, anziani ed operatori una serata “in famiglia”.
Un ulteriore momento di formazione è stato realizzato seguendo il percorso formativo programmato dalla sottoscritta e con il contributo del counselor Francesco Aprile
Durante le vacanze natalizie, con un campo di formazione durato tre giorni tenutosi a Melpignano (Le), in una struttura della Caritas Idruntina, il Centro Rebecca, in autogestione.
L’esperienza ha avuto come tema principale la vita di gruppo, l’esperienza maturata insieme ed inserita in un percorso di vita comune e di condivisione.Il progetto è in fase conclusiva ma non lo sono il desiderio di sperimentarsi, di mettersi al servizio e di continuare a condividere il percorso formativo con la sottoscritta e con le altre figure che hanno contribuito a fare del percorso una vera e propria esperienza di vita, che ha lasciato un segno indelebile nei ragazzi, nelle loro famiglie ed anche nella sottoscritta.
Mentre il servizio presso la mensa cittadina, il Mercatrani (il mercatino dell’usato della Caritas di Trani), le strutture per anziani della Fondazione Oasi di Nazareth continuano e continueranno, il progetto si è concluso con un ultimo momento di formazione, che ha visto ancora insieme genitori e ragazzi, guidati dalla sottoscritta e dallo stesso counselor che ha seguito tutto il percorso, Francesco Aprile, l’ultima domenica di marzo. Una giornata intera, che si è svolta presso l’Oasi di Nazareth, a Corato, che ha avuto come obiettivo principale aiutare i ragazzi ma anche i genitori, a fare il punto della situazione, fra passato e futuro e a trarre le somme dell’esperienza vissuta intensamente insieme. Una delle attività che ha “lasciato il segno” è la scrittura della copertina di un libro autobiografico, della quale si scrivevano le “quattro” copertine ( di cui si allega una sintesi), relativo a vissuto di questi ultimi mesi, che si può sintetizzare con un “… E non finisce qui!”. La giornata ha condotto ad una serie di riflessioni sulle scelte future, non ancora chiare ma ha prodotto una certezza e un impegno: alcuni dei ragazzi l’anno prossimo non saranno più a Trani per scelte di studio ma anche loro,insieme coloro che resteranno in zona e, soprattutto con tutti i rispettivi genitori e alla sottoscritta, continueranno a percorrere la strada intrapresa, per proseguire ad assaporare, gustare, vivere il meraviglioso e altamente gratificante mondo del volontariato, in Caritas e nel territorio che “abitiamo”.
Sono stati numerosi i ragazzi che si sono avvicinati alla Caritas ed al gruppo degli Ot durante il percorso, alcuni hanno partecipato ad alcune iniziative, altri hanno chiesto di essere coinvolti direttamente nell’esperienza. Segnali positivi sono stati registrati anche presso le scuole secondarie superiori, dalle quale provengono i ragazzi e anche dalle altre scuole, coinvolte attraverso l’iniziativa “Adotta una famiglia... volontariamente!”. Ci sono stati anche dei momenti di confronto con realtà giovanili delle parrocchie non solo del territorio ma della diocesi, che potrebbero essere coinvolte in prossimi progetti. Ho riscontrato una gran “voglia di fare” che ha solo bisogno di essere guidata, incanalata e, soprattutto, assoluta necessità di incontrare testimoni “credibili” che possano, al loro fianco, intraprendere percorsi nel mondo del volontariato, della solidarietà, della cittadinanza attiva, della condivisione e della formazione, per dimostrare che, come diceva Primo Mazzolari : “Ci impegniamo noi e non gli altri; unicamente noi, e non gli altri; né chi sta in alto, né che sta in basso; né chi crede, né chi non crede.(…). Ci impegniamo, perché noi crediamo nell’amore, la sola certezza che non teme confronti, la sola che basta a impegnarci perpetuamente”.
Un progetto che si conclude ma che lascia un grande segno in tutti noi: il desiderio di continuare il percorso intrapreso, con la consapevolezza che il volontariato è ormai parte della nostra vita, ragazzi, genitori ed animatrice compresi!
La coordinatrice e responsabile del progetto
Giusy Venuti
