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«Trani 2012», Di Pinto (Adc): «Operamolla sindaco? A chi gioverebbe?»

Nico Di Pinto, consigliere comunale neo eletto di Adc, formula alcune considerazioni sulle ipotesi di voto al ballottaggio.

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Molti potrebbero osservare che questo intervento sia quasi un atto dovuto di sostegno al candidato sindaco della coalizione a cui si appartiene, ma, per quello che si è letto sulle varie testate e ciò che si sente dire tra la gente, al nostro gruppo è parso opportuno soffermare l’attenzione su determinati punti nevralgici: in primo luogo non è condivisibile l’assunto per cui Riserbato, avendo conseguito il 45% dei voti non può diventare sindaco perché il 55% degli elettori non lo ha scelto al primo turno. Ebbene, utilizzando lo stesso metro si può affermare a piena ragione che Operamolla, avendo conseguito meno del 30% dei consensi non è gradito ad oltre il 70% dei tranesi!

Questo metodo, utilizzato soprattutto per screditare Gigi Riserbato, non ci sembra assolutamente condivisibile e, chi lo utilizza, non ha evidentemente altri argomenti.

Passando invece a scenari futuri che non ci auguriamo, una eventuale vittoria di Ugo Operamolla ricorda molto la vittoria di Prodi nel 2006.

Tutti i cittadini hanno memoria di come quella grande coalizione che supportava il Professore, fondata su di una maggioranza risicatissima non riuscisse, praticamente mai, a fare sintesi tanto da cadere dopo appena 20 mesi.

Ma quanto meno Prodi aveva una maggioranza, ed in consiglio comunale non ci sono i senatori a vita…

Lo scenario al quale potremmo assistere nel nostro caso, con una decina scarsa di consiglieri al seguito di Operamolla,  sarebbe quello del più squallido mercimonio del sostegno al sindaco in cambio di qualunque strapuntino, il tentativo di accaparramento di ogni singolo consigliere comunale, fino ad arrivare ad almeno 16 più il sindaco, per votare il provvedimento di turno  per poi giungere, comunque, ad una inevitabile empasse.

 Praticamente tutto ciò che, tra gli altri, lo stesso candidato Operamolla,  ha fermamente osteggiato nella sua campagna elettorale e che per il raggiungimento del bene comune nessuno si può mai augurare.

Analizzando quanto si è affermato in campagna elettorale, invece, Gigi Riserbato è l’unico che, ad oggi, ha parlato di idee concrete per lo sviluppo della città e per la tutela delle fasce più deboli della popolazione.

Il turismo culturale e congressuale, la riqualificazione delle periferie, la ferma volontà di mantenere l’aliquota IMU al minimo, o, ancora, la possibilità di aprire alcuni asili nido in punti nevralgici della città, il no secco all’insediamento di un inceneritore sono solo alcuni dei molti argomenti toccati da Riserbato nell’esposizione del suo programma di governo.

Quanto sopra può essere più o meno condivisibile ma, di certo rappresenta qualcosa di concreto, al contrario delle aleatorie ed evanescenti dichiarazioni di Operamolla, incentrate soprattutto su disquisizioni teoriche sulla legalità o sulla rinuncia all’indennità di sindaco…

Per noi la legalità è un presupposto oggettivo che ognuno deve avere per candidarsi alla guida di una città o, in generale, per fare politica, per questo motivo non pensiamo che possa essere sbandierato in una campagna elettorale al solo fine di differenziarsi dagli altri candidati.

Giungendo al termine, dunque, il voto a Riserbato è una voto alla concretezza ed allo sviluppo.

Una diversa soluzione cui prodest? A chi gioverebbe?, non certo a Trani ed al suo sviluppo che si troverebbe nuovamente imbrigliato in un consiglio comunale ingovernabile (se non con mezzi di bassissimo profilo) e, di seguito, definitivamente bloccato in un preannunciato commissariamento.

L’invito, infine, è d’obbligo: per Trani e per il suo futuro domenica e lunedì eleggiamo sindaco Gigi Riserbato! (…la musica sta cambiando…)

Nicola Di Pinto

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