Sono sette, in particolare, gli indagati con riferimento al sequestro probatorio del depuratore di Trani nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, per conto della Procura di Trani, che ha portato ai provvedimenti cautelari di quattro impianti: oltre Trani, anche Andria, Barletta e Molfetta.
Per quanto riguarda la struttura di via Finanzieri, gli indagati sono i seguenti: Giuseppe Tarantini (sindaco pro tempore); Giuseppe Affatato (diregente Ufficio tecnico), Ivo Monteforte (legale rappresentante di Acquedotto pugliese Spa); Mauro Spagnoletta (amministratore unico di Pura depurazione Srl); Maria Antonia Iannarelli (dirigente Servizio tutela acque Regione Puglia), Elia Menicucci (presidente commissione di collaudo); persona da identifica (legale rappresentante di Ato Puglia).
Ad Affatato, in concorso con Monteforte e Spagnoletta, viene contestato di non avere impedito le seguenti pratiche: scarico delle acque reflue verso il mare; raccolta e deposito in loco dei fanghi di depurazione; dispersione in atmosfera di emissioni maleodoranti. A Tarantini viene addebitata la mancata installazione di cartelli indicanti i conseguenti divieti di balneazione e coltura di molluschi.
