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Trani, La Fabbrica di Nichi sul voto: "Purtroppo qualcuno ha preferito la libertà di voto al cambiamento"

C’è una Trani migliore. Grazie lo stesso

395 voti hanno separato Trani dal cambiamento. Una cifra attorno all’1% dell’elettorato ha deciso il ballottaggio in favore della coalizione che rappresentava la continuità con l’amministrazione uscente. Il centro-destra, che già aveva visto il suo candidato fermarsi al 45% dei consensi al primo turno, in questo ballottaggio ha perso ancora oltre 2mila voti. I consensi per l’amministrazione Tarantini-Riserbato non sono maggioritari, e lo stesso elettorato di centro-destra (questo dice il voto disgiunto del primo turno) non la gradisce molto, dato che numerosi elettori di centro-destra, pur rimanendo tali, non l’hanno votata.

Le forze che proponevano l’alternativa, però, non hanno saputo trovare l’unità che il risultato del primo turno richiedeva. Abbiamo fatto un appello, dopo il 6-7 maggio: si mettano da parte le ragioni che avevano portato alla divisione, ormai archiviate dai risultati, e si lavori per compattare il 55% degli elettori che non avevano votato per Riserbato attorno al candidato che la maggior parte di loro avevano scelto: Ugo Operamolla.

Qualcuno, tra coalizioni, forze politiche e singoli candidati che non avevano sostenuto Operamolla al primo turno, ha accolto questo appello. E li ringraziamo di cuore. Qualcun altro, invece, ha deciso che altre questioni venivano prima della necessità di offrire un cambiamento alla città, e si è sottratto all’impegno in questa sfida decisiva. Il resto lo hanno fatto la sproporzione di mezzi e la confusione generata da una serie di questioni che si sarebbero dovute affrontare eventualmente dopo il voto, ma che nulla c’entravano con l’elezione del miglior Sindaco per Trani, e con la scelta tra cambiamento e continuità che andava fatta domenica e lunedì.

Ad Ugo Operamolla, che ha dimostrato sul campo di essere un candidato all’altezza della situazione, diciamo GRAZIE, per aver messo tutta la passione che lo ha caratterizzato in questi mesi, per aver avuto il coraggio di sposare battaglie anche scomode come alcune di quelle che portavamo avanti noi, per aver mostrato che un cambiamento, anche a Trani, era possibile (e d’altra parte l’abbiamo sfiorato). Una sola cosa non abbiamo mai condiviso (come scrivemmo nel comunicato stampa in cui ufficializzavamo il nostro appoggio alla sua candidatura): le Primarie era bene farle. Numeri alla mano, le avrebbe vinte. E qualcuno avrebbe avuto meno scuse. Peccato.

Sarebbe stato comodo, per noi, restare alla finestra in questa campagna elettorale. Fare qualche generico appello buono per tutti, e poi non prendere posizione. D’altronde, non eravamo obbligati. Oggi, però, non avremmo la coscienza a posto, di fronte ad una città che arriva ad un soffio dal cambiamento, e se lo vede sfuggire per 395 voti, se non avessimo fatto tutto il possibile per evitarlo

Nonostante il risultato, possiamo dire anche stavolta di aver visto che c’è una Trani Migliore. In altre occasioni (due anni fa alle Regionali, l’anno scorso al Referendum) aveva prevalso. Questa volta non è accaduto, per pochissimo. Ma per quella Trani continueremo a lavorare. E per l’Italia migliore che deve vincere il prossimo anno.

Ora c’è la necessità di ripartire, auspicando, da chi ha fatto il necessario per evitare che si finisse così, un contrasto giorno per giorno ad un’amministrazione che dichiara di voler continuare il malgoverno di Tarantini.

Grazie a chi ci ha creduto fino all’ultimo.

Il Responsabile - La Fabbrica di Nichi Trani

Alessandro Cerminara

 

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