Ci portano via i reparti e ci è andata bene?
Via chirurgia( e quindi rianimazione), cardiologia ed ematologia e noi tranesi dovremmo essere soddisfatti di un ospedale che di fatto rimane con pochissimi reparti e quindi destinato alla chiusura. Oltre al danno, la beffa di sentirci dire che ci è andata bene solo perché per avere un ospedale bastano ora 70 posti letto invece di 100? A questo punto avrebbero potuto dire che per un ospedale sarebbero serviti 0 posti letto cosi’ avremmo fatto i cortei stile scudetto.
La giunta regionale dica chiaramente qual è il destino dell’ospedale di Trani. Portare i reparti a Bisceglie significa avere già operato una scelta precisa e il termine riconversione dell’ospedale di Trani al posto di chiusura non altera il significato amaro per la città delle scelte sanitarie sul territorio. Tra qualche mese , quando i coefficienti qualitativi, gli standard o gli indici di utilizzazione dell’ospedale segneranno valori negativi oppure l’asticella dei posti letto verrà nuovamente alzata cosa succederà? Ci troveremo sotto la nuova soglia di posti letto previsti ed allora saremo irrimediabilmente spacciati. La filosofia è questa: oggi ti tolgo i posti letto dicendoti che comunque sei ospedale, mentre tra qualche mese , con i posti letto già ridotti , ti dirò che ospedale non lo sei più. Se è vero che non si vuole chiudere l’ospedale di Trani non deve essere toccato nemmeno un posto letto; diversamente le brutte notizie saranno dietro l’angolo e la decisione della Regione di riconoscere come ospedali quelli con almeno 70 posti letto rivelerà una irrimediabile presa per i fondelli.
Ma che pensano i signori della sanità pugliese che i tranesi siano tutti tonti o che pensino solo agli avanzamenti professionali senza difendere l’ospedale?
Per Trani chiediamo una sanità diversa con servizi all’altezza e la deospedalizzazione non va in questa direzione
Domenico Cognetti
Fabrizio Ferrante
Tommaso Laurora
Upf Trani
