«Trani e Canosa restano ospedali solo sulla carta. Intanto, il numero di posti letto si fa sempre più inferiore rispetto alla norma. Questa si chiama interruzione di pubblico servizio». Il consigliere regionale Pdl, Giovanni Alfarano, così sintetizza i contenuti del Piano di riordino ospedaliero per ciò che concerne la sesta provincia, contestando ancora una volta le decisioni intraprese dalla maggioranza di centro-sinistra alla guida della Regione Puglia.
«La provincia di Barletta-Andria-Trani - denuncia Alfarano - viene nuovamente penalizzata dal governo regionale Vendola. Il nuovo taglio di posti letto approntato all'Ospedale San Nicola Pellegrino di Trani e la chiusura del reparto di ostetricia dell'Ospedale di Canosa rappresentano di fatto (come rimarcato da più di uno degli intervenuti sul tema) l'anticamera della chiusura dei due nosocomi. Il diritto alla salute dei cittadini residenti nell'ambito del nostro territorio provinciale è fortemente minato. La soppressione degli ospedali di Minervino Murge e di Spinazzola lo scorso anno, i tagli operati nei confronti delle città di Trani e Canosa non fanno altro che mettere a serio rischio garanzia ed efficienza del servizio d'assistenza sanitaria. Ancora una volta, il governo Vendola non rispetta gli indici minimi sanciti dal Ministero della salute e dalla Conferenza Stato-Regioni. La Provincia di Barletta-Andria-Trani, difatti, continua ad essere sottoposta a tagli, nonostante, già detenga il numero minore di posti letto di tutta la Regione, addirittura, dimezzato rispetto a quello previsto. La Regione riveda subito il Piano onde evitare spiacevoli disservizi e intoppi del servizio sanitario».
