Dopo che la prima domenica di luglio era trascorsa in apparente tranquillità, a partire dalle 13, in particolare lungo il litorale prospiciente il Monastero di Colonna, è apparsa una lunga scia di schiuma e liquami che ha impedito a tutti di tuffarsi in acqua.
La chiazza si è progressivamente ampliata ed allungata, avanzando inarrestabilmente verso riva ed ammassandosi sotto gli occhi di bagnanti quasi rassegnati a subire passivamente questo sconcio. E così, altro giro altra corsa, il problema si ripresenta più che mai irrisolto. Anzi, mai la schiuma ci è parso avesse osato fino a tanto.
E Goletta verde, a Trani deve ancora arrivare. Lo scorso anno, tanto per rinfrescarci la memoria, ci venne a dire che all’altezza del lungomare Chiarelli vi sarebbe il mare più inquinato delle Puglie.
Neanche si può dimenticare che vi è un fascicolo aperto della Procura della Repubblica che ha portato, fra le altre cose, al sequestro di ben quattro depuratori comunali, fra cui quello di Trani. E che in ogni caso l’indagine fa anche riferimento a scarichi e miasmi provenienti dai collettori alluvionali.
Ma dalle stesse ispezioni e, peraltro, dal parere di alcuni addetti ai lavori, ci sarebbe quasi da giurare che alghe atrofizzate e liquami dipendano da altro. Ma, allora, che cosa è questo altro?
