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«Case vendute a nero», quaranta controlli anche a Trani in edifici realizzati nell'ultimo quinquennio da imprese di Barletta. Quattro indagati

È suonata presto stamani la sveglia in almeno una quarantina di appartamenti di Trani realizzati da imprese edili di Barletta. I militari del gruppo Guardia di finanza di Barletta, infatti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno proceduto a numerose perquisizioni, 220 in tutto, principalmente a Barletta ma, anche in comuni limitrofi fra cui Trani.

E così, alle 7, gli uomini delle Fiamme gialle si sono presentati a casa di chi ha comprato da imprese barlettane, principalmente stabili del quartiere “Stadio”, per ottenere documenti probatori in ordine all’ipotizzato reato di evasione fiscale nel settore edilizio, scaturente dalla compravendita di immobili residenziali ad un prezzo dichiarato notevolmente inferiore rispetto a quello effettivo.

In particolare, i provvedimenti, emessi dal sostituto  procuratore della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero, riguardano compravendite immobiliari, avvenute a Barletta dal 2007 al 2012, flussi di denaro non documentati, ovvero pagamenti corrisposti “a nero” alle locali imprese di costruzione, costituenti ricavi sottratti a tassazione.

Allo stato delle indagini, comunque ancora in una fase iniziale, vi sono già quattro imprenditori (i legali rappresentanti delle altrettante imprese edili interessate) indagati per l’ipotesi di reato di “evasione fiscale”.

Le perquisizioni, non terminate, stanno interessando appartamenti, ville ed abitazioni degli acquirenti, che sono comunque da ritenersi estranei a condotte penalmente rilevanti, soprattutto se, come prevalentemente starebbe accadendo, collaborano con le forze dell’ordine ponendo loro a disposizione le documentazioni richieste e non rendendo false dichiarazioni.

I militari della Guardia di finanza stanno perquisendo, nel frattempo, le sedi delle quattro società ed imprese cittadine operanti sul mercato del “mattone”, nonché le abitazioni dei rispettivi titolari e amministratori. Gli inquirenti giudicano «particolarmente interessante la documentazione sequestrata».

L’operazione richiama alla memoria quella, analoga, compiuta a Trani lo scorso mese di novembre. Anche in quell’occasione risultarono iscritte nel registro degli indagati quattro persone, ma le imprese interessate furono due. E gli sviluppi di quella vicenda sono ancora in corso.


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