Bartolo Maiullari (Udc) ha aperto il dibattito chiedendo “pari opportunità nell’accesso al lavoro, con particolare riferimento ai giovani. Avrei voluto sentir parlare di tutela dell’ambiente e raccolta differenziata, ma siamo certi che anche in questo campo i progetti, con la collaborazione della minoranza, i progetti non mancheranno”.
Domenico Triminì (Dc) lamenta “la volubilità del piano delle opere pubbliche, da sempre libro dei sogni, e quel solo rigo, troppo poco, dedicato all’artigianato. Purtroppo, il problema di fondo è la mancanza di soldi: senza denari non si canta messa. Certo, se avessimo rinviato anche questo punto, sarebbe stato meglio: avremmo avuto gli atti per tempo e portato il nostro contributo.
Mimmo Santorsola (Sel) ha precisato che “da parte nostra non ci saranno ostacoli preconcetti a tutto quello che va in direzione del bene comune, ma ci auguriamo che il nostro contributo sia preso in considerazione”. Poi, però, ha anticipato l’astensione “perché non siamo stati messi in condizione di essere propositivi con l’assenza degli atti”.
Mimmo De Laurentis (Pd) ha preso atto “del coraggio che si sta avendo con l’area pedonale al porto, ma questa andrebbe corretta con altri parcheggi per ciclomotori. Servirebbe anche un piano dei servizi per completare la programmazione urbanistica rimasta bloccata. Un teatro comunale nuovo? Quel nuovo mi preoccupa: dove sono i soldi? Preferirei il recupero del Supercinema”. Infine, l’accorato appello: “Basta con i continui affidamenti diretti. Si facciano le gare e, così, risparmieremo fiumi di soldi”.
Anche Fabrizio Ferrante (Upf) ha posto in risalto “i problemi in cui si trova il settore urbanistico per via delle tante situazioni non completate durante la passata amministrazione. Serve riprendere quel percorso e serve, anche e soprattutto, presentare un parco progetti per realizzare ai quali attingere a finanziamenti mirati che, altrimenti, andrebbero persi”.
Pure Riccardo Gagliardi (Ppdt) ritiene “che sia giunto il momento di verificare l’intera programmazione urbanistica cittadina, con particolare riferimento al miglioramento dell’ambiente. Dobbiamo anche completare il recupero della costa e, nei limiti del possibile, offrire davvero, e non a parole, le opportunità di lavoro”.
Per Nico Di Pinto (Adc), “il reperimento dei fondi è sicuramente fondamentale, ma servono anche slanci che rendano in qualche modo i cittadini gratificati sotto l’aspetto del lavoro. Ed allora, dobbiamo in tutti i modi favorire l’investimento dei privati, ed è questa la vera rivoluzione culturale che dobbiamo favorire”.
Maurizio Musci (Pdl) apprezza “il fatto che questi indirizzo di governo sia opportunamente scarni ed essenziali, senza fronzoli, perché è arrivato il momento di dire ai cittadini le cose come stanno, anche ammettendo che i soldi sono pochi, ma che la volontà di fare bene ed i progetti sono tanti. Plaudiamo all’organizzazione che si vuole dare ai servizi sociali, ma anche alla stessa chiusura del porto: era un segnale importante che bisognava dare per rifarci il look e puntare su un turismo di alto livello”.
Francesco Laurora (Verdi) preferirebbe “che la città non s’immagini, ma si realizzi. Il sindaco avrebbe dovuto puntare di più sulla salute pubblica, partendo per esempio da quella raccolta di mille firme, del quartiere di via Andria, che mi meraviglio non abbia ricevuto. Ed ancora, la schiuma in mare di cui ancora nulla si sa, il depuratore che funziona male e tanto altro ancora”.
Ugo Operamolla ha, a sua volta, preannunciato l’astensione “per assenza di riferimenti alle disponibilità di bilancio per la realizzazione delle opere di cui si presentano i progetti. Registro, anche la completa dimenticanza di politiche di sviluppo legati all’energia alternativa ed all’ambiente. E poi, non basta recuperare spiagge se il mare è inquinato, non ci bastano due vele se il massimo è cinque. Serve riprogettare completamente il depuratore, serve controllare gli scarichi a mare degli insediamenti antropici”.
Il provvedimento, votato con appello nominale, è passato con 21 voti favorevoli ed 11 astenuti. Assente Giuseppe Gagliardi (Udc).
Successivamente sono stati letti i nomi dei capigruppo consiliari: Udc, Maiullari; Adc, Di Pinto; Ppdt, Sonatore; Pdl, Musci; Tranimò, Operamolla; Lista Schittulli, Paolillo; Verdi, Francesco Laurora; Upf, Fabrizio Ferrante; Trani libera, Altamura; Sel, Santorsola. Il Pd non ha ancora scelto il capogruppo.
Il consiglio comunale si è così sciolto nell’attesa di una nuova, imminente convocazione per l’elezione del presidente dell’assemblea.
