Il persistente ritardo sull’approvazione dei bilanci potrebbe costare molto caro al Comune di Trani. È quanto ipotizza il Collegio dei revisori dei conti in un’informativa trasmessa al segretario generale, Luca Russo, anche nei panni di dirigente ad interim della terza ripartizione.
E proprio il bando pubblico emanato dalla giunta per la ricerca di un nuovo direttore di ragioneria è stato il motivo scatenante della lettera dell’organismo contabile (Giuseppe Spizzico, Vincenzo Lacasella, Tommaso Montefusco), girata per conoscenza anche a presidente del consiglio, sindaco, Corte dei conti e prefetto. Sotto tiro, in particolare, la delibera di giunta numero 83 del 2012, avente per oggetto: «Incarico dirigenziale 3ª ripartizione. Provvedimenti».
Le censure muovono dalla considerazione del fatto che «risulta essere approvato il bilancio di previsione per l’esercizio 2010 ed i suoi allegati, ma non risulta definito il rendiconto di gestione 2009 con i suoi allegati. Tale situazione appare ancora più grave ed evidente dalla lettura della delibera di giunta comunale numero 147, del 29 ottobre 2010, nella quale, pur risultando approvato il piano pluriennale 2009/2011 del fabbisogno del personale, nonché quello annuale del 2009, si dava atto che «nel 2011 dal piano triennale 2010/2012 non sono previste nuove assunzioni per l’osservanza del non superamento della spesa».
Per la verità, il sindaco ha, nel frattempo, revocato il mandato dei dirigenti in carica prima del suo avvento, nominato un reggente dell’Ufficio tecnico per due mesi e, con la delibera oggetto degli approfondimenti dei revisori, aperto le procedure per l’assunzione del direttore di ragioneria. Venerdì scorso, come da noi riferito ieri, il primo cittadino ha scelto il dottor Giuseppe Ninni, funzionario del Comune di Bari.
Tuttavia, a detta della terna, tale assunzione non avrebbe potuto avere luogo. Infatti, la delibera di giunta propedeutica alla scelta fra gli otto candidati rimasti in lizza, «a firma del sindaco ed avvallata da parere tecnico favorevole del segretario generale, riporta testualmente la seguente mendace affermazione “che dai documenti in possesso del terzo settore della ragioneria dell’Ente vi è la certificazione del rispetto del patto di stabilità per l’anno 2011, sottoscritto in data 30.03.2012 dal Responsabile servizio finanziario dell’Ente, dal sindaco uscente e dal Collegio dei revisori dei conti”».
Non solo. Ancora i revisori riferiscono che «nella lettura del preambolo della stessa si prende atto che “dalla nota del Settore ragioneria prot. gen. n. 23820 del 4 luglio 2012 risulta che, relativamente all’approvando conto consuntivo 2011, l’incidenza tra spesa del personale e spesa corrente è del 20,21 per cento; di aver chiesto, con nota prot. N. 22990 del 26 giugno 2012, un parere al Dipartimento della funzione pubblica relativamente alla possibilità di derogare alla norma di principio, di cui al punto precedente, consentendo di superare il limite del 50 per cento di spesa per il conferimento degli incarichi dirigenziali rispetto alla spesa sostenuta nell’anno 2009, nelle more che si creino possibilità per le assunzioni di dirigenti a tempo indeterminato”. (…). Ma la legge ha fissato il termine di approvazione del rendiconto d’esercizio 2011 al 30 di aprile di quest’anno, e appare dunque di dubbia legittimità calcolare il rapporto su spesa del personale e spesa corrente sulla base di un rendiconto non ancora approvato e neanche in bozza sottoposto all’esame del Collegio dei revisori, dal quale desumere con certezza e attendibilità il rapporto di spesa nella delibera indicato».
In buona sostanza, Palazzo di città sarebbe adesso totalmente ingessato in tema di assunzioni: «Il Piano triennale del fabbisogno del personale risulta, da riscontri da noi effettuati – scrivono i revisori -, mancante perché non predisposto, né mai approvato con delibera di giunta, propedeutica a qualsivoglia procedura finalizzata al reclutamento del personale con conseguente divieto di assunzione di personale in riferimento, altresì, a qualsiasi tipologia contrattuale. La disamina di quanto appena denunciato ci porta a concludere che la verifica del fabbisogno del personale del Comune di Trani sia rimasta ferma al 2010 (…) A tal proposito, si rammenta che l’assunzione di personale dirigente, ai sensi dell’articolo 110 del Tuel, deve tenere conto del non trascurabile ma essenziale aspetto che le spese da impegnare trovino copertura finanziaria».
Ultima censura, «pur considerando che la normativa in materia non prevede un lasso di tempo minimo – scrivono ancora i revisori -, tuttavia il bando, o l’avviso di selezione, potrebbe essere oggetto di annullamento sotto il profilo dell’eccesso di potere, per motivi intrinseci nella ragion d’essere di un bando pubblico. Il termine indicato di soli sette giorni della pubblicazione dell’avviso, per la validità delle candidature, per la formazione di una “banca dati’, dalla quale selezionare le figure dirigenziali occorrenti e determinate in una unità, appare esiguo e non normale».
Durissimo il giudizio finale: «L’informativa da noi formulata come organo di revisione legale della situazione finanziaria ed economica dell’ente del Comune di Trani – scrivono Spizzico, Lacasella e Montefusco - mette in rilievo una altresì scarsa adeguatezza dell’assetto amministrativo, dovuto a diverse imperizie amministrative al limite della legalità e della buona prassi amministrativa che sollecitiamo, ancora una volta, di superare con perizia e diligenza in tempi brevi e certi, affinché si possa scongiurare la paralisi amministrativa del Comune di Trani».
L’invito, rivolto al segretario generale, è «a rivedere i presupposti amministrativi del provvedimento di giunta in oggetto, preventivamente alla eventuale sottoscrizione di qualsivoglia contratto di lavoro nel pieno rispetto delle sue funzione e della legge».
