Goletta Verde, di Legambiente, ha presentato stamani, a Bari, i risultati del monitoraggio sullo stato di salute del mare in Puglia. Se ne evince che 13 su 20 i punti di campionamento, nei pressi di foci, canali, collettori e scarichi illegali, sono risultati fuori legge. Di questi, dieci campioni sono risultati “fortemente inquinati”, tre “inquinati”.
Nella “top ten” del mare fortemente inquinato, anche Trani. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il campionamento effettuato presso lo scarico che insiste sotto l’arco nei pressi della villa Comunale sul lungomare Chiarelli, riporta anche quest’anno valori di inquinamento microbiologico che Legambiente definisce, testualmente, «talmente alti da risultare non quantificabili».
Da noi, Goletta verde ha compiuto un solo altro prelievo, proprio laddove il nostro sito aveva documentato con imbarazzanti immagini la presenza di schiuma a riva: adesso, però sulla scogliera sottostante il Monastero di Colonna il mare si presenta entro i limiti, quindi non inquinato.
A questo punto, com’era da aspettarsi, la verità di Legambiente contrasta, in parte con quella dell’Arpa, ma lascia aperto il campo all’ipotesi che la stessa sia nel mezzo. Luoghi e tempi dei controlli, infatti, sono troppo diversi per essere realmente posti a confronto. E Goletta ha trascurato un prelievo nei pressi del depuratore, che pure ci saremmo aspettati alla luce del recente sequestro.
In altre parole, se Goletta verde doveva aiutare a fare chiarezza, sicuramente ha confermato che troppe sono le variabili da cui dipende una oggettiva valutazione dello stato del mare.
Di sicuro, vi è materiale a sufficienza perché la magistratura, come ha sufficientemente illustrato, continui a sua volta ad approfondire le sue indagini.
