Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Trani hanno eseguito quattro provvedimenti restrittivi ai domiciliari, emessi dal Gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti avvocati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata e continuata ai danni dell’Inps e del Ministero della Giustizia, interruzione di pubblico servizio (per aver causato aggravio e nocivo turbamento al servizio dell’Amministrazione giudiziaria), falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici (determinato da altrui inganno), falsità in scrittura privata, falsità ideologica e materiale in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
Nella conferenza stampa tenutasi in Procura si è appreso che la vicenda, che viene da un’indagine di lungo corso, ruota intorno alla presunta abitudine, da parte dei responsabili, di falsificare le firme in calce a richieste di indennità di disoccupazione agricola presentate all’Inps da braccianti spesso inconsapevoli di ogni cosa. Il tutto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, anche con la complicità di alcuni patronati locali. Il danno erariale ammonta a mezzo milione di euro.
L’indagine inizia nel 2010 ed è condotta dal primo momento dalla Stazione dei carabinieri di Trani, che hanno esaminato 350 ricorsi. Al Tribunale di Trani la somma percepita indebitamente è di quasi 30mila euro, a Lecce, presso la Corte d’appello, addirittura di 518mila. L’arco temporale dei ricorsi va dal 2003 al 2011: 6712 in totale, di cui 2621 accolti.
Quattro gli avvocati sottoposti alle misure cautelari, in regime di domiciliari: Oscar Lojodice (Bari, 1955); Sergio Mannerucci (Bari, 1960); Maria Luisa Tatoli (Terlizzi, 1969); Gilberto Botta (Trani, 1943). Per quanto riguarda il professionista tranese, peraltro, la presunta somma indebitamente sottratta che gli viene contestata è di 6319 euro: evidentemente, una minima parte rispetto al mezzo milione complessivo al centro dell'inchiesta della magistratura.
Le indagini non sono terminate e si soffermeranno, in particolare, sui patronati, quattro, tutti del circondario.
