Dopo la notifica delle sentenze, iniziano ad arrivare al Comune di Trani i primi precetti di pagamento promossi dai cittandini contribuenti per ottenere il rimborso dell’addizionale Irpef per l’anno 2007, illegittimamente prelevata dal Comune, che fino ad oggi non ha inteso restituire il maltolto.
Il passo successivo saranno le procedure esecutive, che condurranno al prelievo coattivo dalle somme dalla tesoreria comunale e conseguente incremento di oneri e spese a carico dello stesso Comune di Trani e, quindi, di tutti noi cittadini.
Come è noto alcuni contribuenti della città di Trani, assistiti dall’avvocato Maurizio Sasso, avevano intrapreso un’iniziativa giudiziaria contro il Comune di Trani per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del prelievo fiscale della quota di compartecipazione all’addizionale sull’Irpef per l’anno 2007, chiedendo la restituzione di quanto indebitamente prelevato.
Infatti, ad aprile 2007 il Comune di Trani aveva introdotto l’imposta addizionale di compartecipazione all’Irpef, con efficacia da gennaio 2007, ossia dal medesimo anno finanziario di entrata in vigore del regolamento e dunque retroattivamente, mentre il prelievo fiscale avrebbe dovuto avvenire solo per i redditi prodotti nell’anno successivo, ossia nel 2008.
La Commissione tributaria regionale di Bari, con numerose pronunce (notificate al Comune) ha posto fine all’abuso riconoscendo che il Comune di Trani aveva effettivamente violato le norme istitutive dell’imposta (art.52 comma 1 e 2 del D.Lgs. 446/1997) e lo Statuto del contribuente, che vieta l’efficacia retroattiva delle norme impositive fiscali.
La Commissione tributaria regionale ha definitivamente stabilito che il Comune aveva illegittimamente imposto l’addizionale per l’anno 2007, prelevando dalle tasche di tutti i cittadini che percepiscono redditi, ivi comprese le face sociali protette, e quindi, di conseguenza, che tutti i contribuenti di Trani hanno diritto ad ottenere il rimborso delle somme ingiustamente prelevate.
Dopo i primi ricorsi, numerosi cittadini hanno protocollato presso gli uffici comunali centinaia di richieste di rimborso delle somme illegittimamente prelevate dalle proprie tasche, senza mai ricevere alcuna risposta. Il Comune, peraltro, non ha mai comunicato pubblicamente l’entità delle somme che è tenuto a restituire.
In tale situazione, la condotta colposamente inerte del Comune per un verso continua a costringe i cittadini a rivolgersi all’autorità giudiziaria per vedere riconosciuto il proprio diritto al rimborso, nonostante le innumerevoli decisioni già intervenute, e per altro verso, vede il Comune di Trani disattendere deliberatamente ed ingiustificatamente sentenze divenute oramai definitive, per poi trovarsi a restituire in futuro il maltolto, maggiorato delle spese legali e degli interessi, e quindi con un notevolissimo incremento degli esborsi rispetto alle somme iniziali, per buona pace delle casse comunali e di tutti i contribuenti tranesi.
Ci si chiede se la nuova amministrazione comunale intenda fare chiarezza sulla questione ed inserire nel bilancio di previsione le somme che il Comune è tenuto a restituire a tutti coloro che ne hanno richiesto il rimborso, con la relativa quantificazione, e se intede quindi conformarsi alla legge ed alle decisioni giudiziali provvedendo a rimborsare quanto meno i cittadini che ne abbiano fatto richiesta, magari mediante meccanismi compensativi.
Non vogliamo pensare, infatti, che il Comune di Trani pensi maliziosamente a nascondere la testa nella sabbia fecendo finta di niente, per non aggravare il bilancio attuale (che risulterebbe sul punto non “veritiero”) a scapito degli esercizi finanziari successi.
Luigi Magnifico - Segretario Spi-Cgil - Trani
