«Infondatezza della notizia criminis; reato ampiamente prescritto; il fatto non sussiste; remissione di querela». Questi i motivi per i quali il Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Trani, Roberto Oliveri del Castillo, ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, Antonio Savasta, in favore dell’ex dipendente comunale Nicola De Palma.
Il proscioglimento si lega ad un’inchiesta sulle pubbliche affissioni che aveva visto il responsabile del relativo ufficio comunale, nel frattempo andato in quiescenza, ritrovarsi nel registro degli indagati insieme con altri sette soggetti raggiunti, a vario titolo, da informazioni di garanzia.
L’inchiesta verteva intorno a presunti illeciti commessi nella cartellonistica pubblicitaria che impera nelle strade tranesi. Un fenomeno sempre più in evoluzione che nel 2007 portò Savasta ad approfondire le sue conoscenze su concessioni, rispetto degli spazi pubblicitari, requisiti degli impianti.
Tutto partì dalla denuncia di un operatore del settore, che lamentava i presunti soprusi di un fenomeno dai forti interessi economici: i fatti contestati vanno dal 2005 al 2008. Dopo tre anni dall’inchiesta i carabinieri della stazione di Trani notificarono l’avviso di conclusione delle indagini ad otto persone per cui il pubblico ministero non riteneva, all’epoca, di formulare richiesta di archiviazione.
Oltre De Palma, gli interessati dagli avvisi di conclusione erano tutti riconducibili ad imprese della galassia delle affissioni, sia locali, sia del circondario, sia di altre società con sedi in Lazio e Piemonte. A vario titolo, ed in relazione alle presunte singole responsabilità, erano contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico, appropriazione indebita, invasione di terreni o edifici, violazioni edilizie in tema di opere in strutture metalliche, nonché di opere e lavori pubblici. Fatti che, peraltro, avrebbero creato danni anche alle casse comunali.
A De Palma, «in condizioni d’incompetenza di potere», si contestava la circostanza secondo cui, in più occasioni, avrebbe rilasciato nei confronti di una società di Trani autorizzazioni per l’installazione di diversi impianti pubblicitari «senza richiedere il dovuto parere al competente Ufficio tecnico, attestando falsamente nelle medesime autorizzazioni l’esistenza di un parere tecnico, di fatto, mai rilasciato».
A distanza di due anni, però, le cose sono sensibilmente cambiate. In primo luogo, sulle autorizzazioni emesse da De Palma, «la Polizia municipale dell’epoca era deputata a valutare in concreto la compatibilità con il piano di pubblicità del 7 novembre 2005. In ogni caso, l’Ufficio tecnico avrebbe dovuto emettere un parere circa la corrispondenza tecnica, ma, come emerge dall’attività investigativa, tale ufficio è rimasto sempre inerte in materia e non si è mai espresso con provvedimenti o pareri».
Inoltre, giacché a De Palma venivano contestate altre ipotesi non prettamente attinenti il suo incarico pubblico, nel provvedimento di archiviazione di legge che «non vi è prova di un collegamento funzionale tra la circostanza che il (titolare dell’azienda di affissioni di Trani, ndr) fosse cliente della filiale della compagnia di assicurazioni in cui lavoravano moglie e figlio (del De Palma, ndr), risalente al 2005 e, quindi, in epoca antecedente alla emissione delle autorizzazioni». Inoltre, «le autorizzazioni , peraltro distribuite a più operatori del settore operanti in Trani, risultano emesse conformemente ai pareri favorevoli redatti dalla Polizia municipale e, in ogni caso in assenza di una specifica regolamentazione del settore».
In conclusione, «risulta che, nelle pratiche, il parere era stato comunque richiesto dall’Ufficio tributi all’Ufficio tecnico (..), parere che, però, non è mai pervenuto».
